Vasta operazione antiusura nella capitale

Arrestato Di Gangi, noto pregiudicato romano legato alla banda della Magliana
Enzo Luciani - 9 Maggio 2012

Da questa matina la squadra mobile di Roma è impegnata in una vasta operazione antiusura. Decine le perquisizioni avvenute nella capitale nei confronti dei componenti di una vasta organizzazione criminale dedita all’usura, alle estorsioni ed al riciclaggio di capitali. A capo del gruppo crimnale un noto pregiudicato romano, Vittorio Di Gangi, legato all’ex cassiere della banda della Magliana Nicoletti. Nella sua abitazione è stato trovato un revolver calibro 38 con matricola abrasa, nascosto in una intercapedine ricavata all’interno di un armadio. La famiglia Di Gangi – si legge in un comunicato della questura -, già nota alle cronache per contiguità con affiliati all’ex banda della Magliana, è titolare di una delle più importanti agenzie di sicurezza privata, la Sipro. Il nome della società è emerso in passato in varie inchieste giudiziarie, secondo quanto si legge nella nota. Circa 300 sono gli uomini della Squadra Mobile impegnati nell’operazione.

Tra le vittime figurano commercianti, imprenditori, artigiani, un agente di commercio e persino chi viveva di rendita. Le vittime, negli uffici della Squadra Mobile, stanno raccontando le loro vicissitudini, fatte di minacce, aggressioni e tassi che oscillano dal 5% al 10% mensile, con debiti che sono nel tempo aumentati a dismisura, e oggi diventati insostenibili, come nel caso di un imprenditore che da un debito iniziale di settantamila euro si trovava oggi a dover pagare oltre un milione di euro.

“L’ operazione antiusura condotta oggi dalla squadra mobile di Roma – dichiara Luigi Ciatti, delegato del Sindaco Alemanno per la lotta all’usura e al racket – segna una data importante nella cronaca della lotta al crimine alimentato dallo strozzinaggio e guidato da uno degli ultimi pericolosi epigoni della banda della Magliana. Aver distrutto l’attività di un gruppo criminale, organizzato anche sotto il profilo del riciclaggio del denaro sporco, è per Roma un risultato degno del massimo plauso che conferma l’alto profilo dell’inchiesta condotta dalla Questura e voluta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Capitale. Una operazione di forza uguale e contraria all’intensificarsi del crimine dell’usura e del riciclaggio, con la creazione di sodalizi criminali potenti che minano la coesione del tessuto sociale ed economico in un momento di crisi e impongono alle istituzioni una attenzione e un livello di guardia sempre più alto. Alle molte vittime del giro di usura, scardinato oggi dalla squadra mobile, e a tutti coloro che sono nelle stesse condizioni, Roma Capitale sta prestando da subito il massimo sostegno, offrendo assistenza e consulenza tramite i suoi sportelli presenti sul territorio, pronta a costituirsi parte civile nei processi che seguiranno, per dare una risposta ferma, in sinergia con l’attività delle forze dell’ordine, alla lotta contro un fenomeno criminale pericoloso per la sua capacità di infiltrarsi e ramificarsi nei settori sani della economia della città e nella vita delle persone oneste la cui tutela è un compito prioritario della amministrazione capitolina”. 


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