Venditori di tappeti

Aldo Pirone - 11 Luglio 2017

Dunque l’accordo “Triton” che consente agli immigrati salvati nel Mediterraneo l’ha fatto Renzi con il suo governo nel 2014. Ma lui non lo dice. Preferisce rifarsi a quelli di Dublino II e III fatti da Berlusconi-Bossi-Fini nel 2004 e quello fatto dal governo Letta-Berlusconi nel 2013.

Gli accordi di Dublino, per altro, regolano esclusivamente le richieste di asilo, che devono essere presentate e vagliate nel paese di primo approdo. Berlusconi, Salvini come Lega e Meloni vedova del Pdl, ovviamente, non dicono, da parte loro, di aver alacremente contribuito  all’accordo di Dublino II del 2003.

Poi ci sono i soldi. “Sono orgoglioso – disse Renzi – di essere a capo del governo che ha cambiato verso sulla cooperazione internazionale. Finalmente i fondi tornano a crescere: di oltre 100 milioni nel 2016, di 200 milioni nel 2017, di 300 milioni nel 2018. Anche di questo parla la Stabilità”.

Solo che questi fondi sono risibili rispetto a quel che si richiede e, soprattutto, a quel che l’Italia e gli altri Paesi Europei si sono impegnati a fare da alcuni decenni: arrivare a stanziare per l’aiuto allo sviluppo dei paesi bisognosi lo 0,7 del Pil.

Oggi siamo allo più 0,1 (dallo 0,16 del 2014 allo 0,26 del 2017) , che comunque sarebbe già qualcosa se i soldi stanziati invece di arrivare in Africa, come denunciano le Organizzazioni della cooperazione internazionale, non restassero in gran parte in Italia per far fronte alle necessità degli sbarchi.

Infine, sempre di Renzi, il disastro comunicativo.

L’adozione della parola d’ordine della destra “Aiutiamoli a casa loro”, che per Salvini, Meloni e Berlusconi significa, a un dipresso “moriammazzati a casa loro”. Osserva Matteo Flora, amministratore delegato di The Fool, società che si occupa di reputazione online: “E’ un po’ come se il vincere e vinceremo o molti nemici e molto onore lo dicessero i partigiani. Non ci si può appropriare dei motti della controparte”.

E poi, a seguire, il post su facebook ritirato e la dichiarazione della Bonino sulla malafede di Renzi chiamata pudicamente distrazione: “Non capisco le polemiche, manco io avessi rivelato un segreto di Stato. Forse i parlamentari, o Renzi o qualcuno deve essersi distratto. Il comitato Schengen – prosegue la Bonino – ha discusso del protocollo Triton, lo dice la presidente Ravetto, però è stato fatto quell’accordo che non è affatto segreto, che prevede che è l’Italia che coordina tutta l’operazione e che tutti devono sbarcare in Italia”.

La cosa più deprimente è lo sciacallaggio propagandistico che Salvini, Berlusconi, Grillo, Meloni stanno esercitando alacremente su un problema epocale come quello dell’immigrazione dall’Africa. Renzi si è accodato per ultimo. Ogni mattina guarda i sondaggi sugli umori degli italiani e si adegua.

Mentre la tragedia si svolge in mezzo al mare e in mezzo alla sordità di leader europei che chiudono a chiave i loro paesi come tanti Orban qualsiasi. Ultimo arrivato quel Macron che l’inno dell’Europa lo fa suonare solo per prendere voti in casa.

E l’Italia ridotta a fare in Europa il consueto vaso di coccio fra vasi di ferro, a causa della pochezza della sua classe dirigente popolata da venditori di tappeti che scambiano, sotto banco, l’accoglienza dei disperati con la flessibilità concessa dall’Europa per avere soldi da distribuire per le mance elettorali.

Povera Italia e povera Europa.


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