Veronica d’oro – L’unica ricerca è sempre quella dei tagli – Dalle aule giudiziarie alle aule parlamentari – Diciassette milioni solo e proprio a loro – Francobolli e “bookmakers”

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 28 Dicembre 2012

Veronica d’oro 

"A Veronica Lario – ha deciso la nona sezione del Tribunale di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla separazione da lei chiesta il 3 maggio 2009 – Silvio Berlusconi dovrà versare 36 milioni di euro l’anno".

Trentasei milioni di euro l’anno significa tre milioni di euro al mese e tre milioni di euro al mese significa centomila euro al giorno. Silvio Berlusconi li ha e, quindi, meglio così per lui e per lei. Il cittadino medio – che centomila euro non se li vede calare ogni giorno dal cielo di Arcore, ma li dovrebbe cumulare lavorando più di duemila giorni – sarebbe invece curioso di conoscere se la Veronica d’oro farà sapere, magari su "Repubblica", come piffero farà a spendere una simile somma tanto da favola.

L’unica ricerca è sempre quella dei tagli

"Come la "Città della speranza" di Padova – ha fatto conoscere Silvio Garattini – anche il nostro "Istituto Mario Negri", che pure svolge una determinante azione di ricerca e di assistenza, ha dovuto pagare l’Imu e, per la precisione, 360 mila euro".

Per l’ "Istituto Mario Negri", tuttavia, c’è di peggio. Mentre ha dovuto sottostare ad un’imposta cieca e sorda nei termini strettamente stabiliti, non riesce invece ad incassare dieci milioni di Iva che lo Stato gli deve restituire da anni. "Tutti euro – lamenta giustamente Silvio Garattini – con i quali potremmo finanziare tante e tante borse di studio per la ricerca". La ricerca? Ma quale ricerca? L’unica ricerca chedanche il Governo Monti ha mostrato di conoscere e di alimentare è stata quella dei tagli. Così, ora, l’Italia è al trentaseiesimo posto nel mondo. E poi dice che che i giovani ricercatori italiani fuggonmo all’estero. Così come i malati che hanno i soldi. E quelli che i soldi non li hanno? Crepino. Dopo aver pagato anche loro, però, l’Imu.

Dalle aule giudiziarie alle aule parlamentari

"Verranno rieletti – è una delle domande ricorrenti, in questi giorni, nei corridoi parlamentari – gli ex magistrati Giacomo Caliendo, Roberto Centaro, Pasquale Giuliano, Francesco Nitto Palma, Franco Frattini, Alfredo Mantovano e Alfonso Papa del Pdl, Gianrico Carofiglio, Felice Casson, Gerardo D’Ambrosio, Silvia della Monaca, Anna Finocchiaro, Alberto Maritati, Donatella Ferranti, Lanfranco Tenaglia e Doris Lo Moro del Pd, Antonio Di Pietro e Federico Palomba dell’ Idv, in tutto ben diciotto?"

Presto, per una risposta, perché la "battaglia delle liste", in tutti i partiti, è ancora all’inizio. Nessuna paura, comunque, perché – come sempre – ex del terzo potere (quello giudiziario) non se la sono sentita di disertare gli scranni del primo potere (quello legislativo). Si sono infatti presentati al via, con il dovuto nulla-osta del Consiglio superiore della magistratura, già in quattro: Antonio Ingroia (pronto a correre per gli "arancioni" del collega a sua volta ex Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli), Piero Grasso (pronto a correre per i "rosa" del Pd), Stefano Amore (pronto a correre per gli "azzurri" del Pdl) e Stefano Dambruoso (pronto a correre per i "bianco-gialli" della lista Monti-Bertone-Casini-Bagnasco-Cordero di Montezemolo-Riccardi-Fini). Ma – potrebbe chiedersi qualcuno – perché, sempre, questo quantitativamente o qualitativamente massiccio trasferimento dalle aule giudiziarie alle aule parlamentari? Chissà. Ma, forse, "trattasi di segreto istruttorio".

Diciassette milioni solo e proprio a loro

"Prima di andarsene a casa – è filtrato sia dalla laiche mura di Palazzo Chigi sia dalle sacre mura della Santa Sede – Mario Monti ha deciso di stanziare cinque milioni per l’ospedale "Gaslini" di Genova e dodici milioni per l’ospedale "Bambino Gesù" di Roma".

Decisione ottima, ci mancherebbe, in quanto la situazione degli ospedali italiani è ovunque drammatica e ogni euro in più è il benvenuto. Una domanda, tuttavia: perché, però, proprio e soltanto al "Gaslini" di Genova e al "Bambino Gesù" di Roma? Qualcuno ha malignato perchè il "Gaslini" di Genova è un ospedale che sta particolarmente a cuore al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, e il "Bambino Gesù" di Roma è un ospedale che sta particolarmente a cuore al segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. I quali cardinali Angelo Bagnasco e Tarcisio Bertone, proprio in queste ultime ore, se ne sono usciti con una clamorosa benedizione del pio professor Mario Monti e della sua santa politica di onesto rigore. Ma malignità di qualcuno. Di qualche solito "mangiapreti" da quattro soldi. E dunque, per carità di Dio, "absit iniuria verbis". Sia lontana l’ingiuria dalle parole. E anche dai cattivi pensieri.

Francobolli e "bookmakers"

"Il francobollo per una lettera di posta prioritaria normale – è stato ufficializzato – passerà, dal primo gennaio prossimo, da 60 a 70 centesimi".

I "bookmakers" sono subito entrati in azione: si vinceranno ben diecimila euro, scommettendone soltanto uno, nel caso in cui sarà facile reperire, per spedire una lettera di posta prioritaria normale dal primo gennaio prossimo, un francobollo da 70 centesimi o un francobollo da 10 centesimi per integrare quello da 60.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti