

Quanti Sindaci, assessori, consiglieri e presidenti di municipi dovranno susseguirsi prima che i cittadini di questa periferia possano ricevere delle soluzioni utili, concrete e vista l’emergenza immediata?
E’ appena passata la pioggia, quella fitta che, cade in continuazione, riempiendo il Tevere e l’Aniene.
La calamità naturale è stata dichiarata dalla regione Lazio poiché in soli due giorni è piovuto come normalmente avviene nell’arco di tutto il mese di dicembre. Siamo a Roma la capitale d’Italia. La città che nella storia è ricordata per i grandi acquedotti, per le grandi opere fognarie ed idriche, oltre alle grandi conquiste ed il senso civico senatorio.
La città conta ingenti danni in termini economici, piange un’altra vita. La valle dell’Aniene è stata nuovamente invasa, a distanza di soli due mesi, da acqua e detriti.
La via Collatina, che percorre il VII e l’VIII municipio ed oggi attraversando decine di quartieri collega al centro commerciale Roma EST e prosegue fino all’estremità della città, è stata chiusa per due giorni.
Il colore marrone dell’acqua mischiata alla terra restituiva alla vista in alcuni tratti della Prenestina oltre il GRA un unico manto, come fosse un unico lago di fango. Solo le auto che attraversavano adagio questi tratti rendevano l’idea di una strada carrabile.
Collatina e Prenestina rappresentano, insieme alla Casilina, gli assi stradali più importanti del Municipio Roma delle Torri, il più vasto in scala nazionale. Collegano tra l’altro il Raccordo Anulare con l’estrema periferia ed i comuni limitrofi.
Correva l’anno delle scorse elezioni regionali quando via Collatina fu riasfaltata per l’ultima volta, perché le sue buche insieme alla mancanza di illuminazione, degli scoli per l’acqua piovana e delle banchine laterali la rendevano pericolosissima.
Nel 2006 tredici comitati di quartiere presentarono una richiesta al Sindaco capitolino per riqualificare la via Collatina, rinominata dai cittadini Collassina. Prima ancora molte altre iniziative simili l’hanno preceduta. Qualche mese dopo i cittadini della Nuova Ponte di Nona scesero in piazza manifestando, tra l’altro, per questo motivo.
La scorsa estate è stato presentato ai cittadini un progetto per la riqualificazione di questa strada che avrebbe dovuto vedere presto i cantieri aperti utili anche per delle rotatorie.
La Collatrina, come la chiamano alcuni cittadini esasperati dal traffico, rende i cittadini prigionieri del traffico. Si intasa anche per un semplice ciclomotore in panne.
Oggi, purtroppo, le condizioni della Collassina sono tornate ad essere quelle di anni fa.
Non da ultimo ha il triste record segnalato anche dall’ANIA lo scorso 6 dicembre sul quotidiano Il Tempo.
Quanti Sindaci, assessori, consiglieri e presidenti di municipi dovranno susseguirsi prima che i cittadini di questa periferia possano ricevere delle soluzioni utili, concrete e vista l’emergenza immediata?
I poteri speciali del sindaco per il traffico ed oggi i fondi del governo per Roma
Per la via Prenestina erano previste delle corsie di decelerazione all’incrocio tra via dell’Acqua Vergine e Via di Torre Nova, incrocio conosciuto ai più con il soprannome delle “quattro strade”.
Questa consolare è sicuramente in condizioni migliori rispetto all’altra: è dotata solo in alcuni tratti di illuminazione pubblica e qualche impianto semaforico.
Entrambe però sono strade assassine come testimoniano le lapidi sul ciglio delle strade.
I cittadini aspettano delle risposte concrete a questi problemi di mobilità, viabilità e di sicurezza stradale.
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