Via delle Messi d’Oro: pericolo permanente di incendio

A Ponte Mammolo il rischio è che i materiali non ancora rimossi prendano nuovamente fuoco
di Federico Carabetta - 9 Settembre 2015

La storia incredibile è questa: il 12 maggio 2015, il Comune di Roma fa eseguire la demolizione di una baraccopoli abusiva che da almeno 10 anni  costituisce un pesante problema dalle diverse sfaccettature di cui, come purtroppo d’abitudine, ne abbiamo colta soltanto quella sociale e sanitaria.

Il 4 settembre scorso, nell’area che non è stata colpevolmente ancora bonificata, dalle macerie si è sprigionato un vasto e pericoloso incendio che ha rischiato di estendersi alle case vicine. L’incendio fu domato da ore di lavoro da parte dei Vigili del Fuoco.

unnamedIl successivo 7 settembre siamo tornati sul posto ed abbiamo trovato una situazione di estremo pericolo che lascia allibiti: l’intervento dei Vigili del Fuoco avvenuto tre giorni prima, ha spento l’incendio come di dovere. Sul posto però è rimasta una grande quantità di materiale incombusto tra cui materassi, oggetti di plastica, legname ed altro. Ci si sarebbe aspettato, dopo l’incendio, un intervento da parte del Comune per la messa in sicurezza del luogo e la bonifica. Questo non è avvenuto. Il Campidoglio però, ormai da tempo è come avulso dagli accadimenti in periferia, anche se obiettivamente gravi. Difatti tutto è stato lasciato nello stesso stato in cui l’ha lasciato l’intervento dei Vigili. Anzi abbiamo visto che dalle macerie percorse da torme di roditori, continuava a levarsi un denso filo di fumo acre. L’abbiamo fotografato, come abbiamo immortalato l’impressionante cumulo di materiali pronti a prendere nuovamente fuoco. E bisogna sottolineare che, come si osserva inequivocabilmente nelle fotografie, si tratta di materiale la cui combustione provoca fumi provatamente cancerogeni.

Nel frattempo abbiamo ricevuto un messaggio disperato di un abitante della zona  che trascriviamo pedissequamente: “Da quando hanno giustamente demolito il campo profughi (12/5/2015)..cattivo odore, topi, gabbiani circondano le nostre case e non si possono tenere le finestre aperte … E’ un ammasso di calcinacci, paraboliche, lavatrici, e sopratutto Amianto ……. anche dei fumi tossici evaporano dalle macerie . ogni giorno ci sono anche degli incendi dolosi nell’area in teoria posta sotto sequestro ma in pratica abbandonata ..Una discarica a cielo aperto. Ho fatto diverse segnalazioni ma senza alcuna risposta ….aiutate noi e i nostri figli. Aiutatemi Voi …”.

unnamed (1)L’unica cosa da pensare è che, a parte le rivalità partitiche e le relative strumentalizzazioni, l’attuale giunta sia decisamente incapace di amministrare la città. Non è difatti ammissibile che quell’area, prospiciente fabbricati abitativi ed a una stazione delle comunicazioni urbane, per quattro mesi e dopo un evento così estremo, abbia atteso e tuttora attenda di cessare di costituire un problema di sicurezza per il territorio e per i cittadini.

Oggi 8 settembre, in Via delle Messi d’Oro, ancora non si è fatto nulla!


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  1. Federico è sempre il ns giornalista “angelo custode” attento alle evidenze nel nostro quartiere che evidenze non sono per i ns governanti. Ritengo che giornali e giornalisti siano un valido aiuto per denunciare illegalità, inadempienze e sofferenze sociali, fisiche e logistiche dei territori ma questo non basta e raramente risolve i problemi. Ritengo che le migliori armi siano denunce scritte alla magistratura da parte di comitati e/o singoli cittadini con tanto di assistenza di avvocati.
    Il problema del depuratore si avviò a soluzione dopo 30 anni di “puzze vomitevoli”, nonostante articoli e manifestazioni ed assemblee, solo dopo che il CDQ Colli Aniene fece denuncia alla magistratura.
    Bisogna andarci duri.

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