Via La Spezia, il centro anziani rischia di chiudere

Una raccolta di firme ed una manifestazione per evitarne la chiusura
di Valentina Rifici - 22 Giugno 2011

II Centro Anziani di via La Spezia rischia di chiudere e Antonio Vitullo, ex arbitro di calcio di serie A negli anni Sessanta, oggi responsabile dei centri anziani del IX Municipio proprio non ci sta. “Si tratta – dichiara – di un punto di riferimento essenziale, in piedi da oltre quarant’anni, per un’area con una delle più alte percentuali di terza e quarta età di tutta Roma. E’ frequentato da oltre 700 persone e, sin dalle origini, è perfettamente inserito nel contesto sociale. Qui, ad esempio, si sono svolte feste di Carnevale congiunte tra anziani e scolaresche della zona, in primis dell’elementare Carducci di via La Spezia: i nonni hanno trasmesso antichi saperi ai nipoti, insegnando loro a costruire giocattoli o maschere con la cartapesta. Il problema vero è che la proprietà, nata con scopi ‘altamente umanitari e civili’, come si legge nell’articolo 1 dello statuto, negli ultimi anni sta promuovendo operazioni, come la realizzazione dei box, sul cui valore morale ci sarebbe da discutere”.

La questione è la seguente: Il centro anziani di via La Spezia a San Giovanni rischia di chiudere definitivamente, nonostante le alte adesioni ottenute nel corso degli anni. L’Ipab opera pia “Asilo Savoia” di via Monza, proprietaria dell’immobile, ha, infatti, presentato ricorso al Tribunale civile di Roma tramite l’avvocato Lorenzo Grisostomi Travaglini per riavere i locali. Tra i motivi della richiesta di sfratto, un’occupazione protattasi negli anni a titolo gratuito per “mero spirito di graziosità dell’opera pia”, come si legge nel ricorso. I sei vani sono in realtà occupati dal Comune di Roma e dal IX Municipio ed utilizzati dal centro anziani dagli anni Settanta, da quando cioè l’asilo Savoia, ha abbandonato la sua missione originaria di accogliere gli orfani nello storico edificio (del 1914) tra via La Spezia, via Monza e via Isernia.

Contro la chiusura del centro anziani, dunque, è partita da ieri pomeriggio una raccolta di firme nel quartiere, che ha già raccolto centinaia di adesioni. Gli assidui frequentatori, nonché conoscitori, del luogo sospettano, infatti, che i locali tanto contesi potrebbero essere dati in gestione ai privati per poter monetizzare. Gli iscritti del centro mettono sotto accusa anche il IX Municipio, che avrebbe fatto poco in termini di mediazione per evitare l’amaro decorso della vicenda. Nei prossimi giorni si svolgeranno diverse manifestazioni, la prima davanti al IX Municipio in via Fortifiocca. In attesa della decisione dei giudice di procedere o meno con lo sfratto, che dovrebbe avvenire massimo a fine luglio.

 


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