Viaggio della memoria al Benedetto da Norcia

Le riflessioni di una studentessa del liceo dopo un incontro a scuola nel 70° anniversario della liberazione dei deportati di Auschwitz
di Marta Puglia - 25 Maggio 2015

Per le iniziative di “Viaggio della memoria” per non dimenticare le vittime dei campi di concentramento nazisti, il 29 marzo 2015, presso il liceo classico Benedetto da Norcia (Via Saracinesco, V municipio) gli studenti hanno incontrato sopravissuti dei campi e studenti.
Qui pubblichiamo alcune riflessioni e pensieri di una studentessa della classe II B, dopo questo incontro.

Nel settantesimo anniversario della liberazione dei deportati di Auschwitz non possiamo dimenticare l’odio e il disprezzo che hanno alimentato la mente umana fino a spingersi oltre i limiti della ragione.

BenedettoDaNorciaMemoria1Eppure è bello pensare come alcune persone che hanno vissuto sulla loro pelle tali orrori riescano a sorridere e piangere e allo stesso momento mostrarsi forti a tal punto da diffondere le loro testimonianze.

Il viaggio della memoria è stato, dal mio punto di vista, una discesa negli abissi dell’umanità durante il quale non abbiamo potuto fare altro che domandarci come, nonostante  l’evoluzione dell’umanità, l’uomo sia potuto arrivare ad azioni tanto crudeli a tal punto da sminuire la ragione umana.

La deportazione di persone innocenti e il loro massacro dovrebbero far riflettere sulla quotidianità, sull’intolleranza, sulle ostilità e sui conflitti che hanno inizio solo per l’incapacità di accettare la diversità.BenedettoDaNorciaMemoria

Non si può non provare rabbia, dolore e afflizione nei confronti di tutto ciò che è stato compiuto 70 anni fa. Le atrocità volute da un uomo dal carattere “magnetico” e compiute dai suoi sostenitori fanno pensare a quanto l’uomo possa spingersi oltre i limiti dell’immaginabile.

Non si potranno mai comprendere fino in fondo i sentimenti di tutti gli innocenti deportarti, ma come affermava Primo Levi : “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”

Le testimonianze dei sopravvissuti devono sollecitare tutti noi a guardarci dentro e rimuovere i pregiudizi e le ostilità che pervadono il mondo, per evitare di commettere gli stessi errori poiché la dimenticanza è una sciagura, mentre la memoria è riscatto.


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