Vigili e funzionari di Comune e X municipio sotto inchiesta

Indagati per corruzione. Denunciati dal proprietario del Polia Sporting Village, a Statuario-Capannelle
di Aldo Pirone - 14 Ottobre 2009

Dal 2005 il proprietario del "Polia Sporting Village", a Statuario-Capannelle, dichiara di aver sborsato più di centomila euro di mazzette. Un vero e proprio taglieggiamento attuato da alcuni vigili, un geometra del X Municipio e un architetto del IX Dipartimento del Comune.

"Continuo a pagare, mille, duemila euro, per anni. – dice. La struttura era finita. Sono due corpi di fabbrica concomitanti, la vecchia palestra e l’altra metà che sarà quella nuova che do ad un’ associazione. E’ stato allora che la pressione economica è aumentata. L’ impiegato è tornato, ho pagato 25 mila euro» (Intervista a ‘’La Repubblica’’ 12.10.2009)

Ha fatto anche dei garages sottostanti. «Li consegno all’associazione il 31 agosto 2008. Arriva l’ impiegato con un vigile: ‘Se non paghi ti sequestriamo tutto’. Mi sono messo a ridere. Ho pensato siamo in Italia mica in Colombia. Invece mi sbagliavo. Quando l’associazione chiede in base alla legge 383 di poter utilizzare i garage per altre funzioni, come previsto, senza il cambio di destinazione d’ uso, e nasce la nuova palestra, le cose precipitano. Il tipo del X Municipio mi porta via il documento di ‘fine lavoro’». Cioè? «Mi chiede di vederlo e lo requisisce. Sparisce per tre mesi e si ripresenta il 5 dicembre 2008. Con lui c’ è un vigile. Sequestrano il lato nuovo per ‘cambio di destinazione d’ uso per opere edili prive di permesso’, 50 persone a spasso, rimborso un milione di euro di quote mensili, un danno inestimabile» (idem ‘’La Repubblica’’). Poi si rivolge al Comune: «Ci sono andato per spiegare che avevo fatto i lavori in base alla 383. Un impiegato mi dice quello che mi avevano già detto i tecnici del X Municipio, anzi alza il telefono e chiama uno di loro. Quando riattacca ripete: ‘Come le ho già detto e come le hanno già riferito i miei colleghi del X faccia un falso ripristino. Faccia finta che ha ripristinato anche se non ha fatto niente. Informiamo l’ autorità giudiziaria, diamo una nuova Dia. Ma servono 200 mila euro’ ‘’. (idem ‘’La Repubblica’’).

Alla fine non potendone più il proprietario dell’impianto sportivo ‘’Polia Sporting Village’’ si è rivolto alla Squadra mobile. Dopo dieci mesi di indagini e appostamenti potrebbero essere una ventina gli indagati di un vero e proprio clan municipal-comunale dedito alla riscossione di mazzette. Una piccola industria della corruzione costruita sulle balenate accuse di irregolarità, le minacce e l’effettuazione di sequestri e blocco dei lavori verso chi, il Callegari in questo caso, invece era in regola con i permessi per ristrutturare e allargare il proprio manufatto.

Ora il comandante dei Vigili romani dott. Giuliani annuncia di voler far pulizia. Pensiamo che altrettanto vogliano fare gli amministratori municipali e comunali competenti per ciò che riguarda gli altri funzionari implicati.

Ma una cosa colpisce in questa come in altre vicende, troppe, consimili. Il taglieggiato prima subisce e poi si rivolge alla polizia. Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di rivolgersi alla ‘’politica’’. Cioè agli amministratori e ai rappresentanti eletti dal popolo, municipali e comunali, di destra, di sinistra o di centro; al Sindaco Alemanno o al Presidente del Municipio Medici, per avere assicurato un suo diritto. Perché? Non è già questo comportamento un atto di sfiducia nella politica e nelle Istituzioni? Eppure lo stesso signore era in regola. Non ha corrotto per effettuare irregolarità sulle quali chiedere a funzionari e vigili il classico ‘’chiudere un occhio’’. Lui ha pagato, sempre per stare in tema di bulbi oculari, un ‘’occhio della testa’’ per non essere perseguitato. Ha pagato un classico ‘’pizzo’’ a funzionari pubblici infedeli. Poi quando non ne ha potuto più si è rivolto alla polizia.

Non è questa una sconfitta della politica? Non merita questo fatto una riflessione da parte delle forze politiche municipali e cittadine? Invece silenzio. Un silenzio tombale. Si fanno comunicati di fuoco su tutto, dal Bilancio alla ‘’notte bianca’’, dalla sporcizia nelle strade al rifacimento dei marciapiedi – cose tutte meritevoli di una sana polemica politica per carità – ma su questo rombante segnale di sfiducia nella politica e nelle istituzioni nulla.

Per non parlare poi delle responsabilità della politica nello scovare il malaffare prima di polizia e magistratura. Non accade mai.

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Accade invece di leggere che il consigliere comunale del PDL Patrizio Bianconi risponda ai cittadini che si rivolgono a lui per l’esercizio delle sue funzioni ‘’io lavoro per chi mi vota’’ chiedendo un ‘’patto di sangue elettorale’’ per qualsiasi suo interessamento. Alemanno lo ha censurato. Ha fatto bene, però non ha ottenuto le dimissioni del personaggio. Ma il ‘’metodo Bianconi’’ non è solo di Bianconi; è diffuso, molto diffuso, a tutti i livelli delle rappresentanze istituzionali, politicamente trasversale. Magari viene espresso con meno rozzezza e arroganza, in maniera più soft, con più circonlocuzioni, con più savoir faire ma la sostanza non cambia. Ecco perché il proprietario del Polia Sporting Village si è rivolto alla polizia.


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