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VII Municipio, nessun risarcimento per i danni causati dal maltempo dello scorso dicembre

L'Ufficio Assicurazioni del Comune di Roma ha dato esito negativo alla richiesta della Giunta del Municipio VII
di Maria Giovanna Tarullo - 22 Ottobre 2009

La stagione 2008/2009 sarà ricordata dagli italiani, come una delle più catastrofiche per il suo territorio. Dall’esondazione dello scorso dicembre del fiume Tevere al tragico terremoto che ha distrutto la città dell’Aquila, sino all’ultimo episodio che ha colpito la popolazione messinese travolta da una valanga di fango.
Ma noi vogliamo tornare a parlare proprio di una delle prime catastrofi naturali, quella che ha toccato il territorio romano, relativa all’esondazione dei fiumi Tevere ed Aniene. Un episodio ormai lavato via dalla memoria dei cittadini romani, ma non di quelli dei residenti del compresorio "Linea Nuova Residence" di via Collatina 443.
I residenti hanno ben impressa nella loro memoria la notte dell’11 dicembre 2008, quando al loro risveglio hanno trovato il complesso totalmente immerso in un’ imponente massa di aqua e fango, che ha lasciato oltre mille residenti "sequestrati" in casa privi di energia elettrica e gas.
Inoltre la calamità non si è fermata a recare danno solo alle strutture condominiale, ma anche ai residenti stessi che hanno perso le proprie auto sotto valange di fango, rendendole pronte ormai alla rottamazione.
Nel nostro ultimo articolo di denuncia della situazione avevamo lasciato in sospeso la richiesta della Giunta del Muncipio Roma VII al Sindaco Alemanno di estendere il provvedimento per i danni delle strutture pubbliche e private non solo fino al V municipio, ma anche a sostegno del VII.

La risposta dell’ufficio Assicurazioni di Roma è prontamente arrivata lo scorso 22 aprile 2009 ma non con buone notizie. La richiesta è stata infatti liquidata con un semplice comunicato che definendo l’accaduto "imprevedibile ed anomalo per il territorio del Comune di Roma non ha accolto la richiesta di risarcimento dei residenti di "Linea Nuova". Il rifiuto è stato giustificato dall’entità dell’avvenimento, catalogato dalla Legislatura del vigente ordine giuridico "causa di forza maggiore" e quindi non supportata finanziariamente da parte del Comune di Roma. Quali provvedimenti dovranno attendere i condomini di via Collatina 443 per non finire sotto una pioggia di parole?

 

 


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