Villa De Sanctis: Una discarica a cielo aperto (E la colpa non è tutta dell’AMA)

Il nostro giornale ha realizzato una mappa dettagliata ed interattiva del quartiere, documentando strada per strada, cassonetto per cassonetto, la situazione rifiuti
Valerio Mezzanotte - 26 Giugno 2019

Roma, Villa de Sanctis.  Un quartiere relativamente piccolo, poco trafficato  e lontano da occhi indiscreti: tutte qualità che se da un lato rendono il quartiere un luogo tranquillo e vivibile, dall’altro favoriscono le azioni illegali.

Come è sotto gli occhi di tutta la città ormai da mesi, Roma sta vivendo il problema rifiuti, è innegabile.
Nel quartiere di Villa De Sanctis in particolare, oltre all’assenza di una costante raccolta ordinaria dei rifiuti, i cittadini assistono, ed in parte contribuiscono, all’abbandono selvaggio di rifiuti speciali quali vernici, oli usati, calcinacci, materassi e molti altri. I responsabili di questi reati sono perlo più aziende, ditte edili e negozi. La domanda sorge spontanea: perché lo fanno?

La risposta appare purtroppo altrettanto ovvia: interesse economico. Queste persone sono convinte di poter risparmiare discrete somme di denaro evitando di pagare le isole ecologiche per il corretto smaltimento dei rifiuti o degli imballaggi da loro prodotti, tuttavia non comprendono, o consapevolmente ignorano, il fatto che ciò che loro stanno risparmiando in denaro lo pagheranno in salute i residenti del quartiere.

La situazione ha ormai raggiunto un livello critico, tanto da creare seri rischi per la salute e per l’igiene pubblica, tuttavia in pochi sembrano curarsene.

Il sentimento che domina tra la cittadinanza è l’accettazione passiva di questa condizione, una rassegnazione generale che ha portato tutti ad autoconvincersi che questa sia la normalità.

Il nostro giornale ha realizzato una mappa dettagliata ed interattiva del quartiere, documentando strada per strada, cassonetto per cassonetto, la situazione rifiuti.

Cosa possono fare i singoli cittadini al riguardo?
Un’idea è sicuramente quella del volontariato: riunirsi e confrontarsi con altre persone interessate al problema per delineare possibili soluzioni, magari con associazioni come il circolo di Legambiente” Si può fare”, attivo sul territorio ed interessato al problema, oppure tramite comitati di quartiere. Un’altra idea è quella di presentare un esposto alla procura, ma il primo passo consiste  sicuramente nel cercare di cambiare il proprio stile di vita, cercando di acquistare prodotti con pochi imballaggi, oltre che smaltire correttamente i rifiuti, in particolar modo quelli speciali. Il contributo di ognuno può fare la differenza. Il nostro giornale Vi terrà aggiornati sull’evolversi della situazione.

 

Valerio Mezzanotte

Il link alla mappa interattiva https://www.google.com/maps/d/edit?hl=it&mid=1ufF4RZ4ZzDjEwMIGgVU_In6K1mwTmQSp&ll=41.880897290732875%2C12.55611533007982&z=17


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  1. Finalmente qualcuno denuncia il degrado del nostro bel quartiere.e non ci sono solo i rifiuti,ma anche la cura del verde pubblico.solo gli spazi creati dalle singole cooperative è curato a spese dei condomini.il resto è totalmente abbandonato da anni,che si tratti degli spazi interstiziali,dei giardinetto creati ad uso giochi dei bambini,del teatro tenda crollato da tantissimi anni.non possiamo consolarci con il gradevole stato complessivo del quartiere e del fatto che sia costruito su una zona rialzata e quindi più ariosa.mi permetto di consigliare al comitato di quartiere di organizzare una iniziativa aperta a tutti per mobilitare i cittadini.


  2. I problemi che solleva il giornalista a parte gli ingombranti che al 95% sono tutti di provenienza esterna e quasi sempre lasciati alle stesse batterie di cassonetti, vanno ricercati a) nel mancati ritiro di carta e plastica che una volta in terra agiscono da richiamo ad altri rilasci, compreso l’indifferenziato che magari ha cassonetti vuoti. b) in alcuni civici (Ferraironi) i cassonetti sono insufficienti rispetto al numero di Utenze potenziali ( via A. Trionfi scarica tutta su via ferraironi) c) si sono Utenze non domestiche come ad esempio la pizzeria a taglio delle Muse che conferisce i suoi enormi sacchi neri e i contenitori di pomodori e oli nei cassonetti proprio su via F Ferraironi. Detto questo, una volta tanto viene fuori che gli utenti “normali” sono i responsabili nel mantenimento del decoro nel piccolo quartiere… quelli veri sono in Ama e nel servizio Giardini vedere il Parchetto Balzani, la Rotatoria di piazza Pio Pecchiai e lo spartitraffico Ferraironi/Balzani a cui aggiungerei un Largo S. Gerardo Mariella incerottati da mesi a causa della pavimentazione sconnessa!! Il 3 gennaio 2019 sul posto c’è stato un sopralluogo delle Commissioni congiunte LLPP e Ambiente e i risultati ad oggi sono ZERO!!


  3. Ottimo articolo … purtroppo non ci sono soluzioni all’ignoranza della gente.

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