Villa Lazzaroni, avanza il degrado

Lo storico polmone verde sta soccombendo nell'incuria, nonostante ospiti una sede Ama e una del VII municipio  
Redazione - 29 Luglio 2018

“Solo una visita sul posto – dichiara Antonello Palmieri, presidente dell’associazione ROMANUOVA – può aiutare a percepire il degrado in cui viene lasciata spirare Villa Lazzaroni. Ma bisognerebbe volersi del male. Tutta Roma è così, direbbe chi ormai è assuefatto all’incuria e alla decadenza della capitale. Ebbene, fra superfici in terra bruciate dal sole, una volta prati dove giocavano i bambini, siepi fatte seccare irreparabilmente, alberi abbandonati nell’attesa che si schiantino morenti, cestini stracolmi, viali tappezzati da rifiuti, fontane con due dita d’acqua stagnante”

“Ci sono dei particolari però – prosegue Palmieri – che rendono il luogo emblematico. Villa Lazzaroni – tra via Fortifiocca e via Appia Nuova – ospita una sede del VII municipio (ex IX) e una dell’Ama, oltre che i mezzi del Servizio giardini. Allora sorge spontanea la domanda: possibile che, con questi presupposti, non esista cura del verde, non vengano svuotati i cestini, non si intraveda un minimo di decoro? Possibile, purtroppo”.

“E una tale, palese, disfatta – conclude il presidente dell’associazione ROMANUOVA – non è giustificabile col ritornello della mancanza di fondi. Non è necessario il conto in banca di Jeff Bezos per raccogliere le cartacce o dare un po’ di acqua alle piante”.

 

Romanuova

Romanuova, un’associazione senza fini di lucro e al di fuori della politica, che ha cominciato a riunire tanti professionisti, a partire da architetti, ingegneri e avvocati, che non vogliono arrendersi alla «rovina» e non vedono l’ora di rimboccarsi le maniche, esponendosi in prima persona per «proporre e fare cose», senza urlare e scadere in polemiche infruttuose.

L’architetto Antonello Palmieri (nella foto di Leonida Valeri dal cui articolo, pubblicato il 24 aprile 2018, su www.eurocomunicazione.com abbiamo tratto anche le notizie sull’associazione) ha scritto il manifesto dell’associazione. Ha 57 anni, opera attivamente nella capitale dal 1993, ha insegnato Progettazione e Statica degli edifici alla Sapienza, ha firmato strutture di rilievo soprattutto nel Lazio, e conosce bene la storia, non solo quella dell’arte.

“La nostra associazione, nata da poco, vuole avviare un percorso lungimirante, con un approccio multidisciplinare, volto al risveglio e al Rinascimento della città, chiamando a raccolta e dando voce alle tante professionalità che ora non hanno spazio di espressione. Non vogliamo e non dobbiamo arrenderci al degrado che appare irreversibile. Il nostro obiettivo è di dare un contributo concreto per stoppare e invertire il trend negativo nella capitale – e per estensione il territorio provinciale e regionale – visto che Roma è il centro di tutto”, Opereremo mediaticamente per denunciare disfunzioni, disservizi e illegalità in ogni settore, dai trasporti alla sanità, ma – e questa è la novità – non ci limiteremo alle segnalazioni di facciata, a cui purtroppo siamo tutti assuefatti, ma cercheremo di entrare nel merito delle questioni, con il supporto di inchieste, studi, ricerche, pareri autorevoli e sondaggi”.


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