Vita in anagramma

L'ultimo romanzo di Sabin Gruber, ambientato tra Roma e Vienna
di Anna Corsi - 8 Luglio 2011

Vita in anagramma (Gaffi 2010, p.274 euro 16.00) l’ultimo romanzo di Sabine Gruber è ambientato fra due città: Roma e Vienna. Ad accomunarle sono le vite di due donne Mira e Irma, i cui nomi sono in anagramma ed entrambe hanno avuto una relazione occasionale con lo stesso uomo, Rino. Vienna è la città pacifica dove vive la giornalista Irma, mentre Roma è la città caotica e in continuo movimento dove lavora Mira.
“Era cominciato il traffico delle ore di punta,davanti alla stazione Termini c’era un ingorgo” questo è lo spettacolo che accompagna Mira mentre si reca a lavoro di infermiera presso una clinica per anziani.
Non è solo questa l’immagine di Roma che emerge dal romanzo ma è dipinta come una città fatta di luci, di bellezza e di colori
Le due donne sembrano essere l’una l’opposto dell’altra con due vite che viaggiano parallele ma che non si incontrano mai. Irma, dopo una telefonata, vede cambiare la sua vita: ha trovato un donatore compatibile che la strapperà alla dialisi. Mira vive un matrimonio che si sta sgretolando e combatte quotidianamente con i dubbi: Mira sospetta il marito di omossessualità. Tuttavia entrambe le donne sono assillate dai dubbi: Irma è perseguitata dal volto immaginario del suo donatore. Un alternarsi appassionante e sapiente di punti di vista, di realtà e immaginazione che sfocia in una riflessione, implicita, sull’importanza del caso nella vita umana.

Sabine Gruber è nata a Merano, vive a Vienna. E’ scrittrice di romanzi, poesie, racconti, opere teatrali, saggi e drammi radiofonici. Numerosi i premi e i riconoscimenti: 1996 premio per la letteratura Città di Vienna, 1998 premio Reinhardo Priessnitz, premio Anton Wildgans e 2008 Buch. Preis Linz.


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