Vogliamo sorridere un po’?

Nella prima puntata della rubrica alcuni spaccati d’epoca riguardanti il trasporto pubblico capitolino durante il Ventennio mussoliniano
di Luigi Boccilli - 23 Febbraio 2015

Premessa

Iniziamo oggi una Rubrica intitolata “Vogliamo sorridere un po’?”.

luigi boccilliSarà curata da Luigi Boccilli “Tranviere-Sociologo-Poeta” che vive nel V municipio.

Boccilli scrive versi (oggi quasi esclusivamente in vernacolo romanesco) fin da quando aveva 15 anni. Per 36 anni ha fatto il Tranviere e per 20 ha collaborato come Sociologo con la Cattedra di Medicina Sociale de “La Sapienza”: da ciò, la succitata definizione di “Tranviere-Sociologo-Poeta”, assegnatagli dal “Corriere della Sera” il 4 gennaio 1985.

Poste così le basi per una sua conoscenza, possiamo dire che nel 2013 Boccilli ha dato alle stampe 100 copie numerate di un “Trittico” di grande formato (pp. 990, in A4) intitolato: “SIGNORI IN CARROZZA. Spaccati d’epoca ‘a cavallo’ del pubblico trasporto capitolino”, frutto di 25 anni di ricerca storica, elaborata sulla scia di oltre 2.300 umili fonti originarie dal Cinquecento.

Considerata la singolarità della “ricerca” effettuata su fonti diverse dai documenti ufficiali (troppo spesso falsati da “diplomatici” giochi di parole) e dai classici testi storici (costretti a tracciare gli eventi in rapida panoramicità), il lavoro è colmo di notizie sconosciute ai più.

 LibriBoccilli

I lettori che ne volessero sapere di più e/o per commissionare uno dei pochi “Trittici” ancora rimasti godendo del prezzo agevolato per i Lettori di “Abitare a Roma” (€ 90 anziché € 180), possono contattare l’Autore: al numero telefonico 3473860000 oppure attraverso la mail lboccilli@gmail.com

Proprio da questo “Trittico”, per gentile concessione dell’Autore trarremo esilaranti (talvolta orripilanti) spaccati d’epoca, elaborati sulla scia dei “Bollettini di Servizio” dell’Azienda municipale di trasporto (l’attuale ATAC) riguardanti il Ventennio mussoliniano.

Si tratterà di situazioni bizzarre e strampalate, provocate ove da carenze umane, ove da un’economia tutt’altro che brillante, rappresentazione ideale di un’Italia proiettata verso orizzonti sconfinati… tanto fumosi e labili,

La carrellata avrà luogo in termini cronologici, alla stessa stregua di come riportata nel “Trittico”.

 

Spaccati d’epoca

Dal 1923, per porsi alla guida d’una vettura tranviaria non basta provenire dalla gavetta e/o possedere i dovuti requisiti tecnici o professionali, ma occorre anche poter beneficiare del parere favorevole del proprio superiore gerarchico:(1) e, poiché ogni gerarchia è incastonata nel sistema, il cerchio si chiude (inevitabilmente) in un’ulteriore storia di regime.

Con gli atti di clemenza concessi nelle ricorrenze terribili (dinastiche e di regime), si mira a mostrare il volto buono del fascismo, ovviamente per catturare al Regime anche i più riottosi: per sopravvivere, la dignità istituzionale ha dunque bisogno anche dei lazzaroni. Per esemplificare, riduzioni di pena si ebbero:

− nel 1923, per il «fausto evento delle nozze» di SAR la Principessa Jolanda con il Conte Calvi di Bergolo»;(2)

− nel 1925, per «rendere più degna la manifestazione di devozione al Sovrano, in occasione del suo 25° anniversario di Regno»;(3)

− nel 1932, per celebrare il Decennale della Marcia su Roma e far da «sprone al miglior adempimento dei doveri di ciascuno»;(4)

− nel 1940, per la nascita della Principessa Maria Gabriella di Savoia.(5)

Il termine soppressione – tanto caro al regime – lo è molto meno per i lavoratori, che nel biennio 1923-’24 vedono sopprimere il riposo cadente in stato di malattia, d’infortunio e di aspettativa, di sospensione dal servizio,(6) di congedo o di convocazione giudiziaria;(7) ancor meno lo è per i cantonieri, alla luce dell’Ordine di Servizio secondo cui: «… a partire dal 16 corrente viene soppresso il cantoniere di servizio alle suonerie elettriche di segnalazione in Via Nazionale all’altezza di Via Quattro Fontane»:(8) ma perché sopprimere il povero Cantoniere? Non sarebbe stato sufficiente sopprimerne la… funzione?

Nel 1924, a buona memoria degli equestri circenses dei nostri antichi Avi, i Romani possono godere d’una corrida (caratteristica tutt’altro che encomiabile di Spagna) destinata a concludersi (sempre!…) con la morte del povero toro, questa volta sacrificato(si) senza… recriminare, per la gloria del regime. Per gli incruenti circenses fatti di magnifiche goleade, occorrerà attendere i Campionati Mondiali di calcio del 1934 e del ’38.(9)

I conflitti sociali sono cessati. L’ordine è (ri)costituito. Tutto sembra dunque procedere all’insegna della tranquillità… eppure Mamma Azienda arma i propri Agenti Giurati.(10)

Per taluni, si sa, pagare il biglietto tranviario è una sofferenza da rifuggire ad ogni costo, anche dandosela a gambe, salvo essere poi inseguiti a tempi di primati olimpionici dal Fattorino di servizio (per l’occasione Salvatore Di Giulio) che blocca e fa arrestare l’inadempiente.(11)

In Roma follia e impudenza marciano di pari passo:

− nel 1925, antesignani di altrettanto squallidi imbroglioni del Secondo Novecento… ed oltre, due impostori si spacciano per funzionari aziendali con l’intento di farsi consegnare un forte compenso da un aspirante fattorino, «con la promessa dell’ammissione nell’Azienda».(12)

− − nel ’27, su di una vettura aziendale un farabutto d’epoca (vero e proprio mito degno degno di entrare nel Guinness dei primati più che nelle patrie galere), dichiaratosi agente di P.S., perquisisce «un uomo, togliendogli tutto quello che aveva in tasca».(13)

«Il rischio è il mio mestiere», sembra sussurrare il conducente che lascia il posto di guida «specialmente alla discesa di Via Ludovisi, per trasportare dalla parte anteriore a quella posteriore delle motrici isolate l’apposito specchio spia e ciò per usufruire di maggior libertà ai capolinea stessi»:(14) si trattava di pura follia o non piuttosto di pura stupidità?…

La vita non deve valere molto, in una Città dai ritmi talmente agitati da indurre gli utenti a viaggiare aggrappati ai cancelletti delle vetture lato… interbinario (!…),(15) nonché a saltare sul tram in corsa quasi alla disperata ricerca d’una dipartita in grado di liberarli dai tanti quotidiani fardelli.

Agli Addetti non resta quindi che attivarsi con attenta meticolosità per conservare integri gli utenti (ché, se tutti dovessero fare una brutta fine, quale ragione avrebbero essi per… sopravvivere?…), come testimonia quanto verificatosi il 2 dicembre 1928, quando il Fattorino Dante Iori, «visto un passeggero che per prendere il tram in corsa era scivolato correndo serio pericolo di essere travolto dalla vettura rimorchio, con prontezza di spirito e con proprio pericolo riusciva ad afferrarlo ed a sorreggerlo fino a che il treno ebbe a fermarsi»: ovviamente, a Mamma Azienda non resta che premiarlo con un solenne encomio.(16)

Il nostro Popolo, lo si può forse accusare di tutto ma non certo per scarse qualità artistiche: appena un mese dopo l’emissione di monete d’argento da £ 5 e 10, l’Italia dei falsari è già in grado di metterne in circolazione di tanto perfette, da potersi riconoscere solo per il loro minor peso specifico (rispettivamente di 5 e 10 grammi):(17),(18), eppure, malgrado ciò, i fattorini non vengono dotati di bilance a libera oscillazione, tipo quelle utilizzate in farmacia per produrre prodotti galenici.

Le armi sono proibite ai liberi cittadini, potendo notoriamente disporne solo Forze dell’Ordine e… delinquenti. Fare il classico botto di Capodanno non è quindi possibile, a meno d’essere fulminati da una fulgida idea: quella di porre un bossolo di pistola sulla rotaia tranviaria, con la conseguenza di passare poi la notte di S. Silvestro in guardina, a rimuginare sull’origine del bossolo e sulla geniale trovata di farlo esplodere sotto le ruote d’un tram. In compenso, nello stesso Capodanno, il Conducente Vittorio D’Estengo che quel tale aveva inseguito e arrestato, può beneficiare d’un encomio… antibotti.(19)

La preziosità delle lampadine è tale, da stimolare le brame non solo dei furfantelli, ma anche dei dipendenti aziendali: però!…(20),(21)

A giudicare dall’invito ad usare con moderazione le segnalazioni acustiche in corrispondenza dell’Hotel Excelsior di Via Veneto, sembra che la rumorosità stradale provochi disagio solo ai poveri danarosi.(22)

 

NOTE

1 ATM. O.d.S. n. 97 del 20 marzo 1923, p. 121: «Prossime scuole conducenti».

(2) ATM. O.d.S. n. 122 del 7 aprile 1923, p. 142: «Condono punizioni».

(3) ATM. O.d.S. n. 294 del 25 giugno 1925, p. 218: «Condono di punizioni».

(4) ATAG. O.d.S. n. 540 del 27 ottobre 1932, p. 426: «Condoni per Decennale Marcia su Roma».

(5) ATAG. O.d.S. n. 312 del 20 aprile 1940, p. 224: «Condono punizioni ed addebiti occasione nascita A.R. la Principessa Maria Gabriella».

(6) ATM. O.d.S. n. 70 del 6 marzo 1924, p. 85: «Riposi che cadono nei periodi di assenza».

(7) ATM. O.d.S. n. 228 del 23 giugno 1924, p. 206: «Assenze degli agenti per testimonianze od altro motivo ai sensi dell’art. 38 del Regolamento».

(8) ATM. O.d.S. n. 226 del 12 luglio 1923, p. 226: «Soppressione della suoneria in Via Nazionale».

(9) ATM. O.d.S. n. 222 del 20 giugno 1924, p. 206: «Servizio tramviario in occasione della Corrida allo Stadio».

(10) ATM. O.d.S. n. 369 del 6 ottobre 1924, p. 315: «Porto d’armi agli agenti giurati».

(11) ATM. O.d.S. n. 458 dell’11 dicembre 1924, p. 383: «Encomi».

(12) ATM. O.d.S. n. 262 del 5 giugno 1925, p. 204: «Encomi e gratificazioni».

(13) ATG. O.d.S. n. 299 del 4 giugno 1927, p. 288: «Encomio» (Agostino Polidori e Enrico Amati).

(14) ATG. O.d.S. n. 408 del 9 luglio 1926, p. 316: «Uso delle specchio delle vetture tramviarie».

(15) ATG. O.d.S. n. 520 del 23 agosto 1926, p. 404: «Encomi»

(16) ATAG. O.d.S. n. 55 del 30 gennaio 1928, p. 133: «Encomi».

(17) ATG. O.d.S. n. 623 del 13 ottobre 1926, p. 462: «Monete d’argento da £ 5 e da £ 10».

(18) ATG. O.d.S. n. 711 del 25 novembre 1926, p. 518: «Monete false».

(19) ATG. O.d.S. n. 35 del 19 gennaio 1927, p. 71: «Encomi».

(20) ATAG. O.d.S. n. 685 del 12 dicembre 1927, p. 529: «Encomi e gratificazioni».

(21) ATAG. O.d.S. n. 107 del 22 febbraio 1928, p. 167: «Encomio».

(22) ATAG. O.d.S. n. 129 del’11 marzo 1928, p. 170: «Uso dei segnali acustici sulle vie Veneto e Sicilia».

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