Voglio una Favola!

Presentato in Campidoglio il libro di Federica e Eleonora Cavallaro
Enzo Luciani - 9 Novembre 2012

Il libro di Federica ed Eleonora Cavallaro Voglio una Favola! stampato dall’ITIS Giovanni XXIII di Roma (via di Tor Sapienza 160 – tel. 06-2282317 – www.itisgiovannixxiii.it – mtf110003@istruzione.it) è stato presentato l’8 novembre 2012 in Campidoglio.

Nell’occasione il prof Domenico Gaeta ha letto uno scritto di presentazione del volume di Eleonora Cavallaro, coautrice con sua sorella Federica, prematuramente scomparsa nel 2011, del libro, disponibile ora presso l’Istituto. I proventi della vendita contribuiranno alla lotta contro le patologie cardiologiche. Ecco la presentazione:

Avete mai detto “vorrei lasciare un messaggio all’umanità”?
Federica si è promessa questo nel momento in cui ha iniziato a scrivere “Voglio una favola!”.
Ha fatto fruttare pomeriggi tediosi, arricchendoli di speranza piuttosto che impoverirli, ingrigendoli di banalità. Ed è per mezzo di una ragazza di diciassette anni che oggi ci ricordiamo quanto la vita sia poesia.
La poesia è musica e la musica è un racconto, un racconto come quello che Lei ha scritto. In queste pagine, musica, poesia e parole divengono un unico sentimento, prendono vita fino a sfondare quegli orizzonti troppo lontani verso cui i nostri pensieri non puntano più. Si crede ormai che le cose siano eterne finché durano…o finché noi le facciamo durare?
Ci dimentichiamo di essere capaci di osare; in fin dei conti “i semi al vento fanno germogliare il cielo”. Federica ce lo ha insegnato e continua a portare avanti la sua idea che è un credo d’Amore, fede nel cielo germogliato, fede nell’Amore stesso.
L’Amore vince tutto, vince anche la realtà, va oltre essa: cambia il modo di vedere le cose, le persone e cambia anche il modo di considerare la vita.
Esistono tanti tipi di amore, ma quello con la A maiuscola è solo uno: le protagoniste del romanzo amano in modi differenti, ma amano. Cioè vivono. E non è l’esperienza in sé che le fa crescere, quanto la maniera in cui l’esperienza vissuta le fa approcciare alla vita.
Nonostante tutto, infatti, è la più piccola delle due a capire e insegnare che l’Amore è per tutti una favola, anche quando non lo sappiamo. E lei non lo sa: continua a cercare una favola troppo favola, così tanto favola da voler riuscire a capire di esserci finalmente dentro, benché come nel caso dell’altra protagonista, crogiolarsi in essa non sempre significhi viverne veramente una.
La favola che cerchiamo non necessita obbligatoriamente di principesse, draghi e eroi sebbene, al pari di questi, i protagonisti non conoscono il loro destino: essi sono tutti in balìa di una forza incontrollabile che trascina a sé senza guardare in faccia e senza pietà, al ritmo di vita, sulla tenerezza di note che possono cantare “A te” o che rimangono in silenzio, permettendo comunque di danzare in viaggio tra i secoli.
L’Amore è eterno, ecco cosa Federica ci dice, nasciamo già amando.
Era necessario che questa storia fosse scritta, una storia incredibile come la Sua autrice. Bisognava che qualcuno amasse; c’è bisogno di qualcuno che ami quando gli altri se ne dimenticano. Ed è così che Federica ci aiuta e ci aiuterà a ricordare l’irrinunciabile: noi crediamo di amare incondizionatamente, ma l’Amore incondizionato non esiste se già vi è apponiamo la condizione di essere senza condizioni. Amare è esistere e si esiste senza riserve.
La storia non è assolutamente autobiografica, in essa c’è solo tanta comune quotidianità; eppure è proprio questa “quotidiana quotidianità” che si scontra con i due tipi di amore per eccellenza, quello platonico, ideale e quello reale, solido. In realtà però l’uno è l’altro: Federica ci mostra la loro complementarietà, senza la quale sono amore incompleto. Uno non può fare a meno dell’altro. L’Amore con la A maiuscola non aspetta all’aeroporto, tantomeno aspetta che, al suo suonare, gli venga aperto il portone di casa: quando ormai si ama l’altro, lo sia ama nella realtà, ma anche nel pensiero e tutto diviene favola.
Amare per amare, ecco il succo della storia. Amate per amare e allora vivrete.
Federica ci ha lasciato in eredità un tesoro, una favola, intere vite, quella sua e dei suoi protagonisti ed è proprio attraverso essi che ha saputo raccontare tutto l’Amore che si agita e vive, tutto l’Amore del mondo e tutta la musica che da esso sgorga; ci ha lasciato in eredità tutto l’Amore nascosto nei nostri cuori e in quelli di chi leggerà le sue parole…parole con le quali ha amato l’Amore.
 

IL LIBRO 

Fiammetta e Mariesol. Due sorelle. Due modi diversi di vedere il mondo, ma la medesima passione per l’amore, le amicizie, la vita. Loro malgrado dovranno confrontarsi con delusioni e cambiamenti e scoprire che non tutto è favola. Ma vivere e lottare per i propri sogni è l’unico modo per cambaire la realtà. 

LE AUTRICI

Eleonora Cavallaro è nata a Roma nel 1986, diplomata in perito aziendale corrispondente in lingue estere con il massimo dei voti, iscritta presso la facoltà di Lettere de La Sapienza. Adora leggere, scrivere e si interessa di musica. 

Federica Cavallaro è nata a Roma nel 1994, ha frequentato le scuole superiori ed ha studiato per divenire anche lei perito aziendale e corrispondente in lingue estere. Adorava la musica, il computer e tutto ciò che rientra nel campo dell’elettronica e informatica. E’ prematuramente scomparsa il 14 aprile 2011. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti