XI Municipio dice no a via Almirante

Catarci: "no a via intitolata a lui nella città di Roma"
Enzo Luciani - 25 Giugno 2012

"Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo". E’ una delle tante frasi di di Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento Sociale Italiano nonchè tra i suoi fondatori". La possibilità, in passato allontanata e ora di nuovo in primo piano – che la città di Roma gli dedichi una via scuote profondamente l’XI Municipio.

"Domani, 26 giugno alle ore 10 il Consiglio del Municipio Roma II metterà in votazione di nuovo la Proposta di Risoluzione n. 52 avente per oggetto ‘Intitolazione strada a Giorgio Almirante’ proposta dal Consigliere Cappiello". A renderlo noto Andrea Catarci, presidente del Municipio Roma XI e Carla Di Veroli, assessore alle Politiche della Memoria del Municipio Roma XI.

Nella seduta del 21 giugno scorso -fanno sapere- la maggioranza di Centro Destra aveva fatto mancare il numero legale, evidenziando nei fatti una profonda mancanza di condivisione all’interno della stessa compagine di governo. Alemanno, nei mesi scorsi, interpellato sull’opportunità di intitolare una strada ad un personaggio controverso come Giorgio Almirante, si era detto intenzionato ad aspettare la maturazione di una «memoria collettiva» per farne un motivo di «unità non di odio».

Giorgio Almirante, come molti ricordano, fu il segretario di redazione della rivista "La difesa della razza" (quindicinale che tra il 1938 e il 1943 fu l’espressione più diretta del razzismo del regime fascista), caporedattore del "Tevere", periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali e uno dei firmatari de "Il manifesto della razza" che aprì la strada alla legislazione razziale in Italia. Gli anni della Rsi furono gli anni della deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti e gli scritti di Almirante diedero un grande contributo all’attuazione delle persecuzioni. Firmò inoltre il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere contro i nazisti.

Proprio perché riteniamo che la memoria debba sempre essere mantenuta in vita, e il nostro Municipio ospita sul proprio territorio luoghi cari alla storia della città di Roma e del Paese tutto, come il Sacrario delle Fosse Ardeatine e Piazza Caduti della Montagnola, non sembra esistano le condizioni e i contenuti valoriali degni di memoria per le nuove generazioni tanto da proporre un personaggio come Giorgio Almirante per l’intitolazione di una strada, soprattutto a Roma".


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