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Zeman 2: il ritorno

E' ufficiale. Zeman sarà il nuovo allenatore della Roma
di Marco Maestà - 4 Giugno 2012

A volte ritornano. Non è il titolo di un film horror degli anni settanta, ma è l’inizio di una grande storia d’amore che ha una seconda possibilità: il ritorno di Zeman come allenatore della Roma. Ed è forse questa la storia d’amore più emozionante che il popolo giallorosso abbia conosciuto, perché il boemo non è stato celebrato per i trofei vinti o per le soddisfazioni calcistiche che è stato in grado di regalare, ma per quella sorta di antichi valori ed epiche sfide che i romanisti solo hanno in pieno l’idea di apprezzare.

Quell’antica voglia di pulizia e di vittoria nel rispetto delle regole e della meritocrazia. Zeman incarna lo spirito libero di chi predica e razzola bene senza cercare sotterfugi o aiuti arbitrali. E’ andato sempre contro il sistema quando il sistema era corrotto, è andato sempre controcorrente quando la corrente portava verso mete non proprio limpide, ha denunciato l’abuso di farmaci e di speculatori finanziari ed il sistema l’ha espulso relegandolo al ruolo marginale di vecchio e bollito predicatore ignorando che Zeman poteva essere la sua salvezza e non l’anticristo da cui difendersi.

Forse se invece di osteggiarlo e rinnegarlo qualcuno l’avesse ascoltato, assecondato, e soprattutto usato come grimaldello per fare un repulisti generale ora il nostro calcio non sarebbe in piena crisi d’identità e di valori. Non saremmo alla vigilia di un europeo in piena tempesta calcio scommesse e non vivremmo la fuga di talenti calcistici che scappano dal nostro campionato.

La Roma è un paziente moribondo a cui serve un miracolo per salvarsi e Zeman appare l’ultima possibilità. Il tifo romanista l’ha capito e gli affida le sue ultime speranze. Vai Lancillotto Boemo e speriamo che questa volta i tuoi mulini a vento smettano di girare e ci illuminino la strada per la rinascita.


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