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Zeman alla Roma manca solo l’ufficialità. “E’ la mia ultima occasione”

Baldini: “Si chiude nei prossimi giorni” con un anno di contratto ed opzione sul secondo. La capitale in fermento: “Prende casa a Centocelle” dove si può gustare il gelato alla crema Zeman
di Lorenzo Censi - 3 Giugno 2012

Manca solo l’ufficialità. Zdenek Zeman sarà il prossimo allenatore della Roma. Il boemo, dopo aver superato la concorrenza di Montella, Villas Boas e Bielsa, ha ratificato nella giornata di venerdì 1 giugno allo studio Tonucci l’accordo che lo legherà alla società giallorossa per un anno, con opzione sul secondo.

La dirigenza non ha potuto coprirsi gli occhi davanti alla stagione meravigliosa dell’allenatore del Pescara, vincitrice del campionato di Serie B con 90 gol realizzati ed un gioco da stropicciarsi gli occhi.

La conferma più importante viene dal diretto interessato: “Ho scelto la Roma, può essere la mia ultima grande occasione” ha detto Zeman nella conferenza stampa d’addio al Pescara. Ma già venerdì 1 giugno il dg Franco Baldini era uscito allo scoperto: “Abbiamo discusso dettagliatamente di tutto quello che concerne questo suo possibile ritorno. C´è ottimismo, mancano dettagli da definire. Credo siano da escludere sorprese, la vicenda è assolutamente destinata a chiudersi favorevolmente già nei prossimi giorni”.

Sembra lontano anni luce oggi quel fine maggio del 1999. “L’ esonero? Non me lo aspetto, ma il mondo è così…". Zeman accettò con fatalismo l’allontanamento dal presidente Sensi che preferì Fabio Capello.
Nella capitale il Boemo ha lasciato un quarto e un quinto posto e un ricordo indelebile. Un modulo, il 4-3-3, come marchio di fabbrica, l’ingenuità atavica di una difesa spesso troppo alta e un tappeto di sigarette spente. E poi il j’accuse allla creatina ("Sono rimasto sorpreso dalle esplosioni muscolari di alcuni juventini") e le ruggini con la cupola del calcio italiano.
Zdengo ha gli stessi occhi del 1968, quando decise di rimanere in Sicilia dallo zio Cestmir dopo l’invasione sovietica della sua Cecoslovacchia. Occhi come fessure, per restare impassibile al mondo e sedurlo con un’idea di gioco nata da ragazzino, nelle strade di Praga. “Perchè il 4-3-3? E’ il modo più razionale per coprire gli spazi. E’ geometria”.

L’arrivo del Boemo nella capitale (è il terzo cavallo di ritorno dopo Alfredo Foni e Niels Liedholm) è sostenuto fortemente da gran parte della piazza, che comincia già a fantasticare. Voci di quartiere infatti sostengono che abbia deciso di prendere casa a Centocelle. Non il silenzio dell’Axa, né i verdi campi da golf dell’Olgiata: ha in mente solo il calcio, Zeman. E i discorsi nei bar di via dei Castani sarebbero musica per le sue orecchie. Al contrario di quello che sembrerebbe vedendolo da fuori, ha sempre amato il contatto con il pubblico, nelle piazze. E’ certo che un suo caffè nella periferia sud-est di Roma, diversamente da Licata o Foggia, provocherebbe ingorghi e caos, folle e delirio.

Intanto un gelataio a via Tor de Schiavi ha inventato un nuovo gusto, la crema Zeman. Si tratta di un gelato all’assenzio, accompagnato da un volantino con volto del prossimo allenatore della Roma. Si legge: “(…) L’esempio realissimo di Zeman è che con la realtà si può combattere scegliendo di fare onestamente e tenacemente quello che la propria coscienza detta. E al diavolo l’industria massificante e artificiale che bada solo al lucro. Sia sportiva, sia gelatiera. Ci riprendiamo il gusto naturale di un gioco fatto a mano.” Bentornato, Mister.


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