Zoo elettorale – Il teatrino di Giannino – Mercati – Vergogne ieri, oggi e domani

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 11 Febbraio 2013

Zoo elettorale 

"Dopo la necessità di smacchiare il giaguaro Berlusconi – rappresentata dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani – la necessità di "trasformare il camaleonte Berlusconi" rappresentata dal "centrista" Mario Monti".

Resta ancora, a dire la sua, il "5 stelle" Beppe Grillo. Il quale, magari, la necessità potrebbe averla già in mente: quella di "scuoiare il maiaolotto Berlusconi".

Dar Ciriola asporto

Il teatrino di Giannino

"Chi si sia stufato della destra, del centro e della sinistra – ha lanciato l’appello Oscar Giannino, il giornalista fondatore del movimento "Fermare il declino" – venga con me e mi voti".

Ma – già demonizzati la destra, il centro e la sinistra – dove porterebbe Oscar Giannino quanti accettassero di andare con lui e di votarlo? Non gli resterebbe, nella dimensione spaziale, che in alto o in basso. Se in alto, lassù nei cieli della politica angelicata, attenzione perché gli italiani – noti superstiziosi – non gli darebbero il voto, ma farebbero le corna e strofinerebbero il cornetto rosso. Se in basso, laggiù negli abissi della politica satanassa, beh – si chiederebbero gli italiani sorpresi – perché andare a cadere dalla padella nella brace? Ma, forse, Oscar Giannino porterebbe i suoi, per cambiare veramente, nel suo "atelier" di fiducia. Per cambiare, però, non i metodi e i programmi di governo, ma l’abbigliamento: da banalmente abituale come tutti ad eccentricamente originale come lui. Un cappellone rosso, una giacca a strisce nere e gialle, un "gilet" damascato, un pantalone arancio e un paio di scarpe lucide magari con le ghette. Fermando il declino, sì, ma del teatrino delle marionette.

Mercati

"Pierluigi Bersani e Matteo Renzi – hanno mostrato le foto di alcuni giornali – al mercato di Corso Racconigi a Torino".

Bene. Perché, tra i banchi, soltanto verdurai, salumieri, pescivendoli e casalinghe con il carrello della spesa, tutti interessati a capire come e con chi tornare ad un’economia più sana e più equa. E assente invece, almeno qui, qualche negoziante dell’ "azienda Monti" e dell’ "azienda Ingroia", tutti interessati a capire quali vantaggi potrebbero lucrare con una compravendita, ove ce ne fosse bisogno, del loro voto di scambio. Con tanto, naturalmente, di scontrino da poter poi "scaricare".

Vergogne ieri, oggi e domani

"Mi sono vergognata – ha confessato, su Sky, la cofondatrice di "Fratelli d’Italia", Giorgia Meloni – di essere stata nel Pdl".

Ognuno, ci mancherebbe altro, è giusto che si preoccupi di correre a nascondere le sue vergogne. Sorella d’Italia Giorgia Meloni, però, dovrebbe anche spiegare il perché, quando si tratterà di fare i conti dopo il responso elettorale, il suo movimento si è già impegnato a riaccoppiarsi, senza mostrare alcuna vergogna, con lo svergognato Pdl. 


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