

La proposta arriva dai consiglieri capitolini del Partito democratico Riccardo Corbucci e Antonella Melito
Potrebbe sembrare solo un dettaglio linguistico, un cambiamento di sigla. E invece il Campidoglio sta ragionando su qualcosa di più profondo: cambiare il modo in cui Roma racconta – e percepisce – le sue politiche ambientali.
La proposta arriva dai consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Antonella Melito, membri della commissione Statuto e Innovazione tecnologica.
In una città dove le “Ztl” evocano file ai varchi, multe temute e limiti alla mobilità, i due dem propongono di riscrivere la sigla più “famosa” della viabilità capitolina: non più “Zone a traffico limitato”, ma “Zer”, Zone a emissioni ridotte.
Un cambio apparentemente minimo, che però – nelle intenzioni dei promotori – mira a spostare l’attenzione dal divieto al beneficio, dalla restrizione alla tutela dell’ambiente.
Sia chiaro: la trasformazione sarebbe soprattutto culturale. Niente rivoluzioni sui varchi, sui permessi o sui limiti attuali. Le regole resterebbero identiche. Ma cambierebbe il messaggio che quelle aree mandano alla città.
Secondo Corbucci e Melito, parlare ancora di “traffico limitato” significa restare ancorati a una logica vecchia, tutta centrata sull’auto e sulla sua regolazione.
Al contrario, una “zona a emissioni ridotte” dice subito qual è lo scopo reale: abbassare l’inquinamento, migliorare la qualità dell’aria, incentivare mezzi sostenibili. Un linguaggio che, spiegano, aiuterebbe i cittadini a sentirsi parte di una transizione ambientale ormai inevitabile.
E che renderebbe Roma più vicina agli standard delle grandi capitali europee, dove le parole “low emission zone” sono ormai familiari.
Se l’Assemblea capitolina dovesse dare il via libera, si aprirebbe un lavoro certosino:
aggiornare regolamenti e delibere,
modificare la segnaletica stradale,
rivedere la comunicazione istituzionale,
uniformare tutti gli atti amministrativi alla nuova denominazione.
Un percorso lungo, che però – sostengono i proponenti – potrebbe contribuire a cambiare la percezione delle politiche ambientali di Roma, oggi spesso viste dai cittadini come punitive più che come opportunità.
Il cambio di nome delle Ztl non rivoluzionerebbe la mobilità, ma potrebbe segnare un passaggio simbolico importante: mettere al centro l’ambiente, prima ancora del traffico.
Un nuovo lessico per una città che cerca di raccontare il proprio futuro in modo diverso. Più moderno, più europeo, più verde. E, forse, un po’ più respirabile.
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