

Nonostante il cambio di gestione del servizio, con l’ingresso di nuovi operatori, i problemi sono tutt’altro che risolti
Per chi vive nelle periferie di Roma, prendere un autobus è spesso un terno al lotto. Corse che saltano senza preavviso, ritardi cronici e mezzi vecchi e poco riconoscibili continuano a rendere un incubo gli spostamenti quotidiani.
Nonostante il cambio di gestione del servizio, con l’ingresso di nuovi operatori, i problemi sono tutt’altro che risolti. Tanto che i municipi hanno chiesto al Campidoglio controlli più serrati e, se necessario, multe ai gestori.
A confermare la gravità della situazione è Giovanni Zannola, presidente della commissione Mobilità di Roma, che ha aperto un’audizione dedicata al tema:
“Ogni giorno ricevo decine di segnalazioni di disservizi, e i municipi ancora di più. La situazione non è sostenibile, serve un intervento deciso.”

Anche se nessuno rimpiange la gestione precedente di Roma Tpl, il servizio attuale, diviso tra Troiani (lotto est) e Bis (lotto ovest), non ha portato i miglioramenti sperati. I problemi principali? Frequenze ridotte, ritardi esasperanti e mezzi obsoleti.
Ecco le tratte più critiche segnalate dai municipi:
IV municipio: la linea 444, che collega Torraccia alla metro di Ponte Mammolo, continua a soffrire di ritardi, causando problemi agli studenti.
VI municipio: la frequenza delle corse è il problema principale. La 218 è un incubo anche per il confinante VIII municipio.
IX municipio: la linea 889 è una delle peggiori, con forti disagi per gli studenti. Situazione simile per la 546.
X municipio: i pendolari lamentano continui salti di corse nelle ore di punta. In particolare, soffrono le linee 503, 53, 504 e 506, che collegano zone periferiche come Gregna, Sant’Andrea, Tuscolana e Vermicino.
XI municipio: la linea 701 ha una frequenza disastrosa – un bus ogni 47 minuti. La 808, che collega Capasso a Fiera di Roma, è altrettanto problematica, soprattutto negli orari scolastici.
XV municipio (Roma Nord): la 904 è una delle più inaffidabili tra le 6:00 e le 8:00 del mattino. Disagi gravissimi anche sulla 030, che collega Tragliatella, Osteria Nuova e La Storta al trenino Roma-Cesano: è l’unico collegamento disponibile, ma le corse saltano di continuo.
A peggiorare il quadro c’è anche la condizione dei mezzi: molti autobus risultano vecchi, usurati e con gomme lisce, con evidenti problemi di sicurezza.
Di fronte a un servizio così inefficiente, i municipi chiedono a gran voce controlli più severi e sanzioni ai gestori che non rispettano il contratto. Ma non solo.
Alcuni minisindaci propongono di dare ai municipi stessi più potere nella gestione del trasporto pubblico locale, essendo le istituzioni più vicine ai cittadini.
Anche Zannola sostiene l’idea di applicare sanzioni ai gestori inadempienti e ha anticipato la creazione di una struttura di controllo congiunta tra il dipartimento Mobilità e Atac per affrontare le criticità.
Nel frattempo, però, i cittadini delle periferie romane continuano a subire disagi quotidiani. Dopo anni di promesse e cambi di gestione, il trasporto pubblico locale resta un’incognita, con il risultato che sempre più persone, sfiduciate, abbandonano i bus per tornare all’auto privata.
Un problema che, se non affrontato con decisione, rischia di vanificare qualsiasi piano di mobilità sostenibile per la Capitale.
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