Decimo Municipio. Nuovi insediamenti sull’Anagnina

Prenderà avvio tra breve con il Piano di zona 167 la trasformazione urbanistica lungo via di Campo Romano
di Aldo Pirone - 23 Novembre 2009

‘’A via del Campo c’è una graziosa, occhi grandi color di rosa…’’ cantava l’indimenticabile Fabrizio De Andrè. Qui da noi a nord della nostra via di Campo Romano non arriveranno graziose rose ma una bomba di circa 568.000 metri cubi di cemento.

Lungo questa vecchia strada tra la Tuscolana a nord, l’Anagnina a sud e l’abitato di Tor di Mezza via a ovest, c’è rimasto un vuoto urbano di circa 50 ettari. Un pezzo di vecchia campagna romana rimasto ancora libero sulla direttrice che va dal GRA a Morena. Mentre nel 2002-2003 si discuteva del nuovo Piano Regolatore Generale magnificandone le intenzioni che, è il caso di dire, non sono rimaste sulle carte topografiche, la vecchia giunta comunale di Veltroni pensò bene di anticipare i tempi e, con una variante al PRG allora vigente e il solito accordo di programma, procedette a riempire quel vuoto. Secondo i responsabili capitolini dell’urbanistica di quegli anni, infatti, un vuoto urbano non era altro che un’area in libera uscita in attesa di edificazione.

Via di Campo Romano congiunge ancora oggi via Anagnina e via Tuscolana. Corre lungo il lato nord dello stabilimento Ericsson la vecchia ex Fatme, un tempio della vecchia classe operaia romana, dove si costruivano impianti telefonici. Ai suoi margini crebbe un insediamento di casette abusive poi condonate, zona ‘’O’’ nel PRG, che vuol dire zona di completamento urbanistico. Cioè poche migliaia di mc ancora da costruire. Nel corso degli ultimi anni a sud della stradicciola subito dopo la Ericsson si sono dislocati il centro sportivo Heaven: 4 campi di calcio, 2 piscine, palestre, centro benessere; una zona residenziale; un Hotel, l’Arcadia, un supermercato Pam.

In questi 50 ettari, dicevamo, la giunta Veltroni decise di adagiare una trasformazione urbanistica complessiva di circa 568.000 mc. Si comincerà a breve con i 180.000 mc del Piano di zona 167 Anagnina 1, proseguendo poi con i 248.000 mc dell’edificazione E1 Anagnina e dei 40.000 mc della piccola compensazione cosiddetta di Salone e dell’Acqua Vergine a cui seguirà, o precederà, non sappiamo, dipenderà dai tempi di realizzazione, il Programma Integrato in una parte dell’area industriale Ericsson di circa 100.000 mc. In sostanza arriveranno in quel rettangolo, stretti fra Tuscolana e Anagnina, circa 6.000 abitanti.

Nel frattempo in quel quadrante, al di là del GRA, nel corso degli ultimi dieci anni sono già stati dislocati oltre un milione e 700.000 mc di nuove abitazioni (Piano di zona 167 di Nuova Tor Vergata, Romanina, Anagnina2), grandi e medi centri commerciali (Ikea, centro Anagnina, Carrefour2, Media word, Decathlon, Trony, Leroy Merlin per dire solo dei più grandi) grandemente impattanti sul sistema di mobilità, e attività direzionali consistenti. Sono arrivati migliaia di nuovi residenti e lavoratori.

Con gli ulteriori nuovi arrivi è facile immaginare quale nuovo carico di traffico si riverserà sulle due consolari attualmente già abbondantemente intasate dalle auto che quotidianamente arrivano dai Castelli romani e oltre. Ebbene come si pensa di provvedere per tempo a simile problema? Con quali infrastrutture di mobilità pubblica?

Tramontata l’idea di un prolungamento della metro A che non è nelle priorità del nuovo piano di mobilità capitolino, l’unica soluzione potrebbe essere il ‘’corridoio di mobilità’’ Anagnina-Ciampino-Romanina-Tor Vergata-La Rustica. Una infrastruttura, da innervarsi su ferro secondo le più moderne tecnologie, che a sua volta dovrebbe rapidamente collegare il ferro delle Fs a Ciampino e poi quello delle metropolitane A e C e ancora quello della Fs Roma-Guidonia. Nel nuovo ‘’Piano per la mobilità sostenibile’’ varato recentemente dal Comune il corridoio, progettato dalla Provincia, viene classificato fra le opere a medio-lungo termine. Secondo le migliori e più lungimiranti tradizioni capitoline, pienamente recepite dalla giunta Alemanno, le infrastrutture di mobilità è bene che arrivino dopo qualche decennio per dare modo alle decine di migliaia di abitanti che le aspettano di consumare la propria vita e la propria salute nel traffico. Non solo perciò siamo di fronte a un ritardo ma lo si perpetua dilazionando nel tempo ciò che si sarebbe già dovuto fare.

L’altra questione che si pone è come questa potente trasformazione si connetterà con la vecchia borgata ex abusiva e gli insediamenti sorti a cavallo di via di Campo Romano da una parte e l’abitato di Tor di Mezzavia dall’altra.

Adotta Abitare A

Buon senso vorrebbe che Decimo Municipio e Comune cominciassero ad occuparsene organicamente se non altro per fare in modo che la trasformazione serva anche, sotto il profilo dei servizi, della viabilità, del disegno urbanistico, ad integrare pienamente gli insediamenti esistenti. Consentendo, per esempio, alla vecchia borgata abusiva di uscire dalla sua originaria condizione di insediamento spontaneo. Il pericolo infatti è che ogni pezzo della trasformazione (la 167, l’E1, il Print), sia progettato a se stante risultando alla fine giustapposto agli altri.

Servirebbe anche qui un bel processo di partecipazione quanto meno con i Cdq limitrofi alla zona. Lo si è fatto sulla centralità di Torre Spaccata, sull’accordo di programma di Cinecittà est, a contorno della centralità di Romanina. Perché non avviarlo anche qui?


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