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Economia Lazio, Pil a +1% nel primo semestre 2026 ma pesano export e inflazione

Bankitalia conferma la crescita sopra la media nazionale per il quinto anno. Spinta dal Pnrr (+25% sui cantieri), ma salgono i disoccupati e calano i consumi reali

Un quadro economico a due velocità in cui la spinta della spesa pubblica da Pnrr compensa le frenate del commercio estero e le tensioni sul potere d’acquisto dei cittadini.

È la fotografia scattata dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia sull’economia del Lazio nel primo semestre del 2026, che registra un incremento del Pil dell’1% rispetto all’anno precedente.

Si tratta del quinto anno consecutivo in cui il tasso di crescita regionale supera la media nazionale, trainato principalmente dal comparto delle costruzioni e dagli investimenti pubblici in infrastrutture.

Le luci e le ombre dell’analisi di Bankitalia

Accanto al dato positivo del Pil e dell’industria, il rapporto dell’Istituto centrale evidenzia diversi elementi di criticità strutturale:

Export in sofferenza: flessione del 6,8% delle esportazioni regionali, con contrazioni nei comparti manifatturieri di punta;

Frenata del turismo a Roma: le presenze turistiche nella Città Metropolitana registrano un calo fisiologico dopo l’effetto propulsivo del Giubileo, assestandosi sui volumi pre-evento;

Mercato del lavoro contraddittorio: a fronte dell’aumento degli occupati si registra un consistente incremento dei disoccupati attivi, con un saldo complessivo che vede la forza lavoro ridursi di 15mila unità;

Potere d’acquisto intaccato: nonostante il reddito disponibile delle famiglie mostri un segno positivo, l’inflazione ne erode circa i tre quarti, limitando la reale capacità di spesa.

Foto repertorio

La replica del Governatore Francesco Rocca

Commentando il report di via Nazionale e incrociandolo con i dati Unindustria/Istat relativi al 2025 (che stimano il tasso di disoccupazione al 5,5%), il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha rivendicato l’impatto degli investimenti regionali:

«I dati di Bankitalia confermano la forza degli investimenti pubblici, con la spesa per le opere cresciuta del 25% rispetto al 2025. Sono cantieri e opportunità reali. Il rallentamento dell’export e del turismo post-Giubileo richiedono grande attenzione e ci spingono a rafforzare il sostegno alle filiere strategiche della farmaceutica e dell’aerospazio per portare sviluppo in tutte le province».

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