I fatti e i misfatti di dicembre 2009, visti da Mario Relandini

Padre, Figlio e Cardinale Barragàn - Trent’anni - Dopo Amanda 1-2-3-4 - Ma che vo' di'? - Vecchia "Einaudi", addio
Enzo Luciani - 9 Dicembre 2009

Padre, Figlio e Cardinale Barragàn

"Trans e omosessuali – ha fatto sapere, in una intervista, il Cardinale messicano Javier Lozano Barragàn – non entreranno mai nel Regno dei cieli".
Si è così appreso che nel giorno del giudizio universale, per sentenziare chi dovrà andare in paradiso e chi all’inferno, siederà, accanto al Padre e al Figlio, anche il Cardinale Barragàn.

Trent’anni

"Noi – ha annunciato la Cina alla Conferenza di Copenaghen sul clima – inquineremo per altri trent’anni".
Ah, e poi? Poi che? Poi niente. L’umanità, fra trent’anni, sarà già morta, verosimilmente, per inquinamento.

Dopo-Amanda 1

L’Italia – ha scritto, a proposito della sentenza nei confronti di Amanda Knox e di Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, l’autorevole "New York Times" – è un Paese feudale, barbaro e incivile… La giustizia italiana di oggi è simile a quella che condannò Giovanna d’Arco al rogo". All’autorevole "New York Times", fatto salvo il suo diritto di commentare come meglio crede la recente sentenza di Perugia, farebbe bene, tuttavia, un semplice ripassino della storia: Giovanna d’Arco, in verità, fu arrestata – il 23 maggio 1430 a Compiègne – da Giovanni di Lussemburgo, fu trasferita – nel novembre dello stesso anno – dalla prigione francese a quella inglese, fu trascinata – poi – a Rouen, fu processata – dal 9 gennaio al 30 maggio 1431 – da un Tribunale ecclesiastico presieduto dal vescovo di Beauvais (Pierre Cauchon), fu abbandonata a se stessa dal re Carlo VII (che pur aveva tirato fuori dai guai, più volte, sui campi militari francesi), sostenne con coraggio e coerenza eccezionali i pur duri interrogatori, fu sottoposta ad una prigionìa estrema (sempre in Francia) e (sempre in Francia) fu alla fine arsa viva sul rogo. Insomma, per usare il linguaggio né americano, né francese né italiano di Antonio Di Pietro, "che c’ha azzeccato" e che "c’azzecca", con la giustizia italiana di ieri e di oggi, la condanna di Giovanna d’Arco?   Dopo Amanda 2 "Se processata in Iran – è apparso su "Twitter" – Amanda avrebbe avuto più possibilità di essere assolta". Tutto è possibile, come si sa, per un pugno di dollari. Resta, tuttavia, un dubbio: ma è proprio certo che i "civilissimi" giudici iraniani, per un fatto come quello accaduto a Perugia, il processo ad Amanda lo avrebbero celebrato? O, invece, l’avrebbero tranquillamente "saltato" condannandola, senza tanti se e tanti ma, buttando nel fiume la chiave della sua cella-topaia?   Dopo Amanda 3   "Amanda Knox – si è molto agitata la senatrice Usa Maria Cantwell – è stata vergognosamente e scandalosamente condannata senza uno straccio di prova". Lei la vede così e – chissà ? – potrebbe anche darsi che così sia. Solo che, al contrario, gli Usa hanno vergognosamente e scandalosamente assolto, pur di fronte a prove inoppugnabili, il pilota Richard Ashby che, il 3 febbraio 1998, tranciò la filovia del Cermis e uccise venti persone. E, ancora, il caporale Mario Lozano che, il 4 marzo 2005 a Baghdad, colpì a morte l’agente dei Servizi segreti italiani Nicola Calipari e ferì la giornalista Giuliana Sgrena appena liberata dai guerriglieri-rapitori. Nell’un caso e nell’altro, pur di fronte ad espisodi ben più gravi, non risulta che la senatrice Maria Cantwell abbia avuto da dire mezza parola nei confronti dei "giusti e bravi" giudici del suo Paese.   Dopo Amanda 4   "E’ nella cultura americana – garantì severamente Hillary Clinton a Walter Veltroni, allora sindaco di Roma e casualmente di passaggio a Washington – ricercare sempre verità e chiarezza". Emersi intanto i casi dei due italiani Carlo Parlanti e Chicco Forti, condannati dai giudici Usa senza – o, addirittura, contro – ogni prova, quel "sempre" di Hillary sta oggi suonando – con tutto il rispetto – come una clamorosa bugìa. E come una offensiva presa in giro.   Ma che vo’ di’? "La metà degli studenti italiani – i dati sono della Commissione europea – non è in grado di capire ciò che legge". Purtroppo è verissimo. Ma verissimo, purtroppo, è anche che la metà degli studenti italiani – come si premurano di raccontarci ogni giorno le cronache – non è in grado di capire, neppure, ciò che sente e ciò che vede. E, molto spesso, neppure ciò che le dicono il cuore e il cervello.    Vecchia “Einaudi”, addio "La "Einaudi editrice" – vanno mormorando nei salotti letterari – non è più quella di una volta". Chi frequenta i salotti letterari, in genere, sa quello che dice e perché lo dice. In ogni caso, tuttavia, è vero che la "Einaudi editrice" non è più quella di una volta. Una volta, ad esempio, all’interno dei suoi libri non comparivano errori ed orrori come, ad esempio, un’essere umano, un’agitarsi, un’accordo, un’attimo di pausa, un’insetticida, un’adolescente sognatore, un’altro motivo con tanto di indebito apostrofo oppure un intelligenza, un età, un antica potenza, un arte senza il debitissimo apostrofo. Ma che cosa conta? Tanto la "Einaudi editrice" continua ad essere ai primi posti nella vendita dei libri e a vincere alla grande, oltretutto, anche importanti premi letterari.     Questa è una rubrica aperiodica di Mario Relandini    Mario Relandini è giornalista professionista, già redattore capo di un quotidiano a diffusione nazionale, già direttore di numerose riviste di politica, economia e costume, conduttore ed ospite fisso di trasmissioni in tv private, docente di corsi in giornalismo. E’ stato anche direttore di Abitare A nei primi anni dopo la fondazione. E’ autore di Pater meus, un romanzo-verità che ha già ricevuto diversi premi letterari. Numerosi premi ha anche ottenuto con le sue poesie e con i suoi racconti in parte editi e in parte inediti. Figura nell’”Enciclopedia degli autori italiani” e in numerose antologie, tra le quali Le strade della poesia.

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