La Città culturale che vogliamo incontra l’assessore Croppi

Il Coordinamento delle associazioni ha chiesto maggiore attenzione alle produzioni e alle realtà associative
Riceviamo e pubblichiamo - 24 Ottobre 2008

L'assessore Croppi

Il 23 ottobre 2008 il coordinamento delle associazioni "La città culturale che vogliamo" ha incontrato l’Assessore alla Cultura on. Croppi.
Nell’incontro il coordinamento ha ribadito che:
– a Roma gli spazi per le attività culturali esistono, essendone stati individuati almeno 60, peraltro già finanziati dalla Regione Lazio e dagli oneri concessori previsti dalla legge, senza considerare quelli che vi si andranno ad aggiungere (caserme e strutture militari dimesse) per effetto del trasferimento di proprietà al Comune di Roma, annunciato dal governo Berlusconi.
– Abbiamo chiesto per questo enorme patrimonio un censimento e la messa a disposizione per la crescita culturale della città, dando così concrete risposte alla grande domanda di luoghi e strutture che proviene dal mondo delle attività artistiche e culturali.
– Abbiamo sollecitato quindi l’assessorato sull’ esigenza della mappatura culturale della città approvata all’unanimità dal precedente Consiglio Comunale e che consentirebbe di dare risposte concrete alle istanze dei centri sociali, e non solo, sul tema legalità/illegalità chiudendo con una storia che dura da oltre 10 anni.
– Abbiamo inoltre avanzato la proposta all’Amministrazione sulla necessità di intervenire urgentemente per la realizzazione di un centro culturale multifunzionale in ogni Municipio della città, aperto alle diverse discipline artistiche.
– Abbiamo insistito sull’applicazione della legge del 1949 cosiddetta “del 2%”, relativa all’obbligo di riservare nell’ambito delle opere pubbliche (nuova rete metropolitana, scuole, centri congressi etc etc) il 2% del finanziamento per l’inserimento e la realizzazione di opere di artisti contemporanei nel progetto, una cifra che a Roma si aggira sui 250 milioni di euro rivenienti dagli oltre 8 miliardi di opere pubbliche previste da realizzare. La legge prevede la nomina di una specifica commissione di valutazione per ogni progetto, non un’unica commissione per tutti i progetti, prevedendo nel contempo un regolamento applicativo.
– Per quanto riguarda gli sfratti che interessano l’intera città, nello specifico si assiste a quello di numerosi artisti che non possono più far fronte agli indiscriminati aumenti determinati dalla rendita immobiliare, si è ribadita l’urgenza di interventi mirati nonché della mappatura culturale già sopra menzionata, onde poter dare una risposta a questo grave fenomeno di espulsione.
– Si è anche sottolineata l’importanza di avere un’Amministrazione “amica” di chi opera nel settore culturale che non “sfianchi” ed ostacoli, ma al contrario agevoli l’attività degli operatori culturali, attraverso la semplificazione del rilascio di autorizzazioni e fornitura di servizi e mediante la messa a disposizione di alcuni propri strumenti e strutture, anche di comunicazione.
– Determinanti per il sereno svolgimento delle attività sarebbero poi alcune aperture di credito, almeno presso le banche “tesoriere” dell’Amministrazione per superare le lentezze bibliche ed insostenibili che si registrano nei pagamenti.
– Istituire la “giornata della musica”, la “giornata della danza”, la “giornata delle arti visive”, la “giornata del teatro” anche amatoriale, la “giornata del ballo”, la “giornata del’arteterapia” come riconoscimento della loro importanza nella vita culturale della città.
In questo complessivo progetto di promozione culturale della città il coordinamento ha individuato in Corviale il momento qualificante e di riscontro della volontà e delle scelte politiche in campo culturale dell’Amministrazione, relativo alle periferie.

Anche sui temi dell’Estate Romana e dei bandi, il coordinamento ha chiesto di: 1) Aprire le manifestazioni dell’Estate Romana anche alle arti visive; 2) Giungere ad una scelta “discussa e partecipata” da tutte le realtà culturali sugli indirizzi, criteri e contenuti di questo grande evento annuale di risonanza anche internazionale.

Infine, si è convenuto innanzitutto sulla necessità di un progetto strategico che a partire dalla riconsiderazione del ruolo e delle funzioni delle diverse istituzioni culturali capitoline (Audiutorium, Zetéma, Palaexpo, Macro, il circuito delle “Case” e dei Teatri) riconosca alle tante associazioni, coordinamenti e consorzi operanti sul territorio della nostra città, l’importante contributo che hanno dato e danno quotidianamente all’immagine ed alla identità culturale di Roma.

Su tutti questi temi posti all’attenzione dell’assessore Croppi, attento e partecipe, è stata ribadita la volontà del coordinamento di promuovere iniziative e un confronto, incalzando l’azione culturale dell’Amministrazione per far crescere le realtà associative e produttive del settore culturale romano.

Per il coordinamento “la città culturale che vogliamo” Pino Galeota
Info 335 6790027


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