Le proteste dell’opposizione bloccano le sedute del Consiglio Comunale

I Consiglieri di centro-sinistra occupano simbolicamente l’Aula Giulio Cesare
di Federico Ridolfi - 25 Marzo 2009

Cresce la protesta dei membri dell’opposizione del Consiglio Comunale di Roma che lunedì 23 e martedì 24 marzo hanno occupato simbolicamente la sala Giulio Cesare bloccando, di fatto, le sedute impedendo alla giunta di Alemanno l’approvazione del bilancio di previsione 2009-2011.

Il 23 marzo i rappresentanti dell’opposizione si sono seduti in terra al centro dell’aula consiliare cantando “Bella ciao” ed impedendo lo svolgimento della seduta in programma. La maggioranza, per tutta risposta, ha reagito lanciando caramelle sui colleghi ironizzando su un comportamento che Dario Rossin, capogruppo Pdl in consiglio comunale, ha definito “irresponsabile e pretestuoso”. La protesta è proseguita fino allo scioglimento della seduta, alle ore 20.
Le proteste dei consiglieri di centro-sinistra sono proseguite anche nella mattina successiva con l’esposizione di cartelli con la scritta “democrazia in Campidoglio”.

Con questa clamorosa iniziativa l’opposizione ha voluto contestare la proposta, approvata e ratificata in Commissione, con la quale la maggioranza ha accorpato in un unico dibattito la discussione sulla manovra di bilancio e sulle 13 delibere ad essa propedeutiche.
Un provvedimento che, a fronte di una discussione unica, prevede voti separati sulle diverse delibere.
“Non ci interessa fare un dibattito unico – ha dichiarato il consigliere Mario Mei del Pd – vogliamo una discussione seria e costruttiva. Ci sono delibere che devono essere discusse separatamente".
Ancor più duro Mirko Coratti, anch’egli del Pd: “L’ordine dei lavori presentato dalla maggioranza è una forzatura; decidere di negare il diritto di parola ai rappresentanti dei cittadini è un fatto politico e amministrativo gravissimo”.
Nonostante l’assessore al Bilancio Ezio Castiglione abbia cercato di calmare gli animi dichiarando che le “dieci delibere hanno ricadute sul Dpf e per questo abbiamo deciso di accorparle”, il clima rimane teso.

Alla protesta dei consiglieri si sono aggiunti i Presidenti di Municipio di centro-sinistra che, da tempo in attrito con il Campidoglio, contestano al Sindaco la mancanza di impegno nel decentramento dei poteri ai Municipi e l’assenza di un loro coinvolgimento in fase decisionale e di costruzione del bilancio.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti