

Ecco le opere privilegiate: Piazza Pia, il ponte dell'Industria, una nuova tensostruttura per clochard, e la ciclabile Monte Ciocci – San Pietro
Roma cambia passo, ma deve farlo contando ogni centesimo. Non c’è un euro in più da Palazzo Chigi, e così il sindaco Roberto Gualtieri – nel doppio ruolo di primo cittadino e commissario straordinario del Governo – rimodula, taglia e rialloca.
Il saldo? 8,67 milioni di euro spostati da una parte all’altra delle opere “essenziali e indifferibili” previste dal Dpcm di giugno 2024. Il tutto nero su bianco nell’ordinanza firmata il 7 maggio.
Una sorta di gioco delle tre carte – in versione bilancio – che punta a coprire imprevisti, ritardi, ritrovamenti archeologici e nuovi bisogni sociali, senza sforare il budget complessivo.
Tra le sorprese più costose c’è il sottovia di piazza Pia, inaugurato a dicembre tra selfie e fanfare.
Ma scavando è emerso anche il passato: reperti archeologici che ora vanno valorizzati, restaurati e musealizzati. Per farlo servono altri 1,67 milioni, da aggiungere agli iniziali 85,3 milioni già stanziati.
Cinque milioni in più – per un totale di 22,87 milioni – anche per il Ponte dell’Industria, tornato operativo dopo l’incendio del 2021.
Tra geotecnica complessa, smontaggi, pezzi speciali e bonifiche, la rinascita del ponte tra Marconi e Ostiense si è rivelata più impegnativa del previsto.

Altri 1,3 milioni sono stati dirottati verso la ciclabile Monte Ciocci – San Pietro: servono per consolidare tornanti, ripristinare parcheggi e rimediare a interventi non previsti in fase di progettazione.
Anche le tensostrutture per i senza dimora ricevono un’iniezione: da 1,8 a 2,2 milioni, per acquistare una quinta struttura da installare nei pressi del San Camillo, in via Ettore Majorana.
Non ci sono nuovi fondi, quindi qualcosa deve per forza cedere. E così si taglia su strade, tram, bus turistici e telecamere della Ztl:
-4,2 milioni sulla manutenzione delle barriere di protezione stradali.
-2 milioni sulla rete tranviaria, gestita da Atac.
-1,5 milioni sul completamento dei varchi elettronici della Ztl Fascia Verde.
-1 milione sui nuovi parcheggi per i bus turistici, previsti in periferia.
Il bilancio torna a pareggio, ma la sensazione è che si copra una buca scoprendone un’altra. Tra vincoli di bilancio, urgenze archeologiche e nuove emergenze sociali, Roma cammina su un filo sottile. E ogni opera, prima di partire, deve fare i conti con la realtà: servono soldi, ma soprattutto scelte.
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