Una settimana di fuoco all’Università

La polizia: "I politici moderino i termini, le loro parole potrebbero trasformarsi in pietre e molotov contro le forze dell'ordine"
di Antonio Paesano - 20 Marzo 2009

1- La Sapienza. Foto Gmt. 2- Il manganello impugnato al contrario.

Negli atenei romani, come in ogni contesto sociale, si riscontra una certa eterogeneità politica. Fino ad oggi nelle Università il conflitto tra opposte fazioni, tendenti all’estremismo sia rosso che nero, si manifestava soprattutto sotto forma di provocazione o minaccia, con sporadici episodi di violenza, ma qualcosa sembra essere cambiato o forse, peggio, è cambiato da tempo e ce ne accorgiamo solo adesso che qualche goccia è fuoriuscita dal famigerato vaso.

La settimana di fuoco che stiamo vivendo è cominciata lunedì 16 marzo alle 12.30 circa, quando nell’aula autogestita dai collettivi di sinistra presso la Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, hanno fatto irruzione alcuni studenti di Azione Universitaria (movimento studentesco di estrema destra), colpendo con bastoni e caschi alcuni ragazzi “rossi”. La violenta rissa ha provocato due feriti tra i ragazzi di sinistra, trasportati al CTO.
Sono ancora in corso le indagini per stabilire le dinamiche e soprattutto le cause di ciò che è avvenuto; sta di fatto che Azione Universitaria parla di “due ragazzi appartenenti ad AU aggrediti mentre pubblicizzavano un’iniziativa per promuovere il libro sulla vicenda di Gabriele Sandri” e i collettivi di sinistra denunciano “l’ennesimo attacco squadrista, figlio del permissivismo del governo nei confronti del neofascismo militante”.
Se quindi sui motivi di tale aggressione non si hanno prove, di certo rimane il rinvenimento di un arsenale composto da bastoni, caschi e spranghe, scovato dagli inquirenti in un armadio posto nell’aula autogestita dagli studenti di destra di Scienze Politiche.

Sul punto è intervenuta Maria Gemma Azuni della Sinistra Democratica che, oltre a condannare la violenza dell’episodio, ha espresso la sua preoccupazione per la situazione degli atenei romani: “Non sottovalutiamo quello che sta accadendo perché i giovani spesso anticipano situazioni di malessere esplosive”.

Due giorni dopo un altro episodio di violenza: nel piazzale Aldo Moro presso La Sapienza, sono stati registrati scontri tra forze dell’ordine e un gruppo di studenti dell’Onda che volevano uscire dall’Università con un corteo, quindi, non più autorizzato per raggiungere chi piazza Santi Apostoli, per unirsi alla manifestazione della Cgil, chi per dirigersi al Ministero dell’Economia.
A questo proposito è doveroso ricordare che la settimana precedente è stato presentato in comune dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Prefetto Pecoraro un documento volto a regolare lo svolgimento di manifestazioni e cortei nella Capitale. Il contenuto del protocollo si può consultare sul sito del comune di Roma.

Alla luce di queste nuove norme, gli agenti hanno effettuato tre cariche di alleggerimento nei confronti dei manifestanti, che hanno risposto con lancio di sassi e scarpe.

Immediata la condanna della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani che, tramite comunicato firmato da Daniele Andreozzi, ha denunciato “l’ennesimo scempio ai danni della democrazia”. Si legge inoltre nel comunicato: ”Le forze dell’ordine dimostrano di aver acquisito bene il clima violento che il sindaco di Roma tollera e che il governo nazionale avvalora con le ronde e lo sdoganamento neofascista”.

Scontri a La Sapienza fra studenti e PoliziaI collettivi dalla loro parte fanno sapere di essere stati attaccati dalle forze dell’ordine indiscriminatamente e con i manganelli impugnati al rovescio, come testimoniano alcuni scatti di agenzie indipendenti.

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Il ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta ha invece espresso la sua solidarietà alle forze dell’ordine, aggiungendo:” L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Poi ha parzialmente ritrattato, definendo i ragazzi dei collettivi di sinistra non più guerriglieri, ma “quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente”.
Inutile dire che queste dichiarazioni hanno suscitato critiche molto aspre da parte dell’opposizione, culminate in un comunicato dell’UDS che chiedeva le dimissioni immediate e le scuse da parte di Brunetta.
Più bonaria, quasi materna, la reazione di Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione, che parla di “travisamento delle parole del ministro Brunetta, che voleva solo condannare l’episodio di violenza” e aggiunge infine che “erano solo toni provocatori”.

Un richiamo all’ordine è poi giunto da parte dell’Associazione Nazionale dei Funzionari di Polizia con un comunicato di cui riportiamo il testo integrale: ”Tutti i politici, sia quelli al governo che quelli all’opposizione, moderino i termini, poiché le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili”.


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