Africa e ancora Africa alla quindicesima Maratona di Roma

Tra gli uomini trionfo dei keniani Kolum, Kirui e Ngeny, tra le donne prima l'etiope Dado
di Maria Giovanna Tarullo - 23 Marzo 2009

Foto di Maria Giovanna Tarullo

Domenica 22 marzo il Colosseo si è animato in una festa che univa sport e divertimento: la 15 edizione della Maratona di Roma. Il nostro percorso parte nella metropolitana che ci dirige al punto di partenza, il clima che si respira è quello dell’eccitazione dei partecipanti che si allenano da più di un anno per prendere parte all’evento, il più importante dopo la famosissima Maratona di New York.

Lungo via dei Fori Imperiali gruppi di anziani, bambini ed amici si mettono in posa per la classica foto ricordo e scherzano sui tempi e i traguardi che riusciranno a raggiungere. Sotto il tabellone che segna l’orario i primi a partire dopo il via del sindaco Gianni Alemanno sono gli atleti disabili alle 8.55, di cui fanno parte paraplegici e tetraplegici, Vincenzo Falabella presidente della Federazione italiana disabili (Faip), presente alla gara annuncia che a partecipare sono circa 100 disabili per la raccolta fondi della ricerca per tutti coloro che hanno problemi al midollo spinale.

Ma la vera gara inizia alle 9.30 quando gli atleti più forti formano il cordone di partenza con l’Africa sempre a fare da padrona. Sotto un sole pallido con una temperatura tutt’altro che primaverile, allo scoccare del primo secondo i maratoneti come gazzelle si apprestano a intraprendere il loro percorso di 42 km e 195 m, toccando le postazioni più suggestive della Capitale. Moltissimo il pubblico italiano e straniero che assiste all’impresa sullo sfondo di Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e San Pietro. Roma ha accolto anche la folla dei semplici appassionati che hanno scelto la prova non competitiva: oltre 80.000 i partecipanti alla Roma Fun Run, sulla distanza più lunga.

Sono stati tanti i partecipanti originali, come la nonnina canadese, Betty Mc Hugh che, a 82 anni, ha coperto il percorso in 5 ore e 24 minuti, il britannico Michael Sharman che ha svolto tutta la prova vestito da centurione con tanto di gladio, o come Richard Whitehead l’uomo che con due protesi al posto delle gambe ha compiuto un’impresa unica nella sua categoria. Ha tagliato il traguardo, con tanto di pettorale, anche Pablo, un cocker che si è aggiudicato il primo posto tra i suoi simili.

La vittoria è andata al keniano Benjamin Kiptoo Kolum, 30 anni, che ha tagliato per primo il traguardo in 2h07’17”, stabilendo il nuovo primato della gara (il precedente di 2h08’02” era stato stabilito da Di Cecco nel 2005). In campo maschile il podio è stato tutto keniano, perché dietro a Kolum si è piazzato il connazionale Paul Kiprop Kirui (2h08’23”), terzo posto per l’altro keniano Joseph Ngeny (2h08’41”).

Ed è sempre l’Africa che ha posto il suo sigillo anche tra le donne: ha vinto infatti l’etiope Firehiwot Dado, 25 anni, in 2h27’08”, davanti all’ucraina Tetyana Filonyuk, (2h27’43”), terza l’altra etiope Haile Lema Kebebush, in 2yh28’08”. Anna Incerti, l’azzurra attesa tra le protagoniste, ha chiuso al quinto posto in 2h29’33”.

A varcare per primo il traguardo della gara dei disabili, che si è svolta parallelamente alla Maratona di Roma, è stato Vittorio Podestà, con un tempo di 1 ora 21′ e 49". "

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La giornata di festa tuttavia è stata funestata purtroppo dalla morte di un maratoneta, Marco Franzosi, che un’ora e mezzo dopo aver percorso il tragitto è stato colpito da attacco cardiaco.

L’appuntamento è per il 2010 con un’altra edizione, nuovi record e singolari storie di varia umanità.


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