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Al Bambino Gesù si studia il deficit di attenzione dei bambini

400 docenti in aiuto ai bambini con deficit di attenzione ed iperattività

Al Bambino Gesù 400 docenti del Lazio hanno preparato medici, insegnanti e famiglie ad affrontare le problematiche dei bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività. L’Adhd (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che crea difficoltoso lo sviluppo cognitivo e l’integrazione sociale dei piccoli. Il 2% circa della popolazione in età scolare è colpita in Italia da questa sindrome.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, centro di riferimento regionale per l’Adhd, seguendo le linee guida in materia, si è impegnato a formare più di 400 docenti del Lazio. “Solo un intervento coordinato neuropsichiatra-famiglia-scuola – spiega in una nota la direzione del nosocomio romano – può infatti portare alla cura tempestiva della patologia evitando così una malattia psichiatrica in età adolescenziale o adulta. Proprio per questo non bisogna confondere i sintomi della patologia con la semplice vivacità del bambino, né il contrario. Sarebbe come scambiare in un adulto la depressione per un momento di tristezza e viceversa.

Un bambino affetto da ADHD è vittima di un’iperattività così grave da non riuscire a fare nulla: va male a scuola, viene evitato dai coetanei e spesso può risultare ingestibile sia per le famiglie, sia per gli insegnanti. Un vero e proprio impedimento funzionale alle attività routinarie”.
“E’ infatti fondamentale per lo sviluppo del bambino – conclude la nota del Bambino Gesù – che la diagnosi venga effettuata il prima possibile per poter così pianificare un intervento congiunto tra neuropsichiatra, famiglia e istituzioni scolastiche. L’Adhd se non affrontata tempestivamente e con le corrette metodologie può compromettere in maniera seria e a volte irrecuperabile l’inserimento sociale del bambino che ne è affetto e portarlo già nell’adolescenza a gravi comportamenti antisociali”.
 

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