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Sanità, la Fimmg Lazio scrive alla Regione: “Subito il comitato urgente, la medicina generale è allo stremo”

Il sindacato dei medici di base sollecita l'attuazione dell'Accordo Integrativo Regionale: dall'aumento dei massimali per far fronte alla carenza di camici bianchi, all'assistenza infermieristica negli studi

Una richiesta formale per fermare lo stallo e scongiurare il definitivo paralizzarsi dell’assistenza territoriale nella Capitale e nelle province della regione.

La Fimmg Lazio, la principale sigla sindacale dei medici di medicina generale, ha inviato una lettera dai toni perentori ai vertici della Regione Lazio, chiedendo la convocazione immediata di un Comitato regionale urgente e l’apertura permanente di un tavolo di confronto con scadenze certe per dare piena applicazione all’Accordo Integrativo Regionale (AIR).

I ritardi accumulati dalla macchina amministrativa regionale, denuncia il sindacato, stanno scaricando un peso insostenibile sulle spalle dei professionisti e dei cittadini, aggravando le già profonde fragilità strutturali del servizio sanitario di prossimità.

La priorità: alzare il tetto degli assistiti contro la carenza di medici

In cima alla lista delle rivendicazioni figura la richiesta di rendere subito operativa la norma che consente l’incremento del massimale di assistiti fino al 20% per ciascun medico di base.

Una misura tampone considerata cruciale in questa fase storica per bilanciare la drammatica penuria di camici bianchi e garantire che migliaia di residenti, rimasti privi del proprio medico di riferimento per via dei pensionamenti, possano trovare una collocazione nell’ambito del bacino d’utenza territoriale.

Accanto all’aumento dei tetti di scelta, la Fimmg denuncia la stasi nella definizione degli addendum contrattuali e nei tavoli di concertazione regionali, ma soprattutto l’estrema frammentazione organizzativa sul territorio.

L’attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e la gestione degli ambulatori RUAP procedono infatti “a macchia di leopardo”, con disparità e interpretazioni divergenti da una Asl all’altra.

Immagine di repertorio

Dalla sicurezza agli infermieri negli studi: le criticità irrisolte

Il quadro delle rivendicazioni tocca nodi operativi di primissimo piano per la quotidianità degli ambulatori:

Personale di studio e indennità: Manca ancora la modulistica ufficiale predisposta dalla Regione per erogare le indennità destinate a coprire i costi per i collaboratori di studio e il personale infermieristico.

Sicurezza nei locali: Il sindacato sollecita tutele e condizioni di sicurezza adeguate all’interno delle postazioni ambulatoriali per garantire l’incolumità dei medici e degli operatori.

Formazione e università: Viene rimarcato il mancato perfezionamento degli accordi con gli atenei del Lazio per la regolamentazione del tutoraggio e la formazione pre-laurea dei futuri professionisti.

L’appello del sindacato: “Servono tempi certi e regole uniformi”

«I continui ritardi rischiano di compromettere in modo irreparabile la tenuta della medicina di prossimità e l’efficienza delle cure primarie nel Lazio», è il richiamo d’allarme contenuto nel documento della Fimmg.

Di qui l’istanza finale inviata alla giunta regionale: insediare con urgenza una regia centrale capace di fissare linee guida vincolanti, priorità chiare e tempi certi, assicurando un’applicazione omogenea dell’Accordo Integrativo in tutte le aziende sanitarie della regione.

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