

Fatti e misfatti di febbraio 2016
“Il “Nuovo Centro Destra” di Angelino Alfano – che continua a sedere saldamente al Governo – si schiererà alla fine, alle prossime amministrative parziali, a Napoli e ad Agrigento coerentemente con il Pd, ma a Milano con il candidato del centrodestra Parisi e a Roma con un Marchini né di destra né di sinistra”.
Domanda: ma l’Angelino uno e trino avrà già preparato i testi ovviamente diversi e contraddittori dei discorsi che andrà a fare, oltre che a Napoli e ad Agrigento, anche a Milano e a Roma? Attento, comunque, a mettersi in tasca, ogni volta, il testo giusto.
“”Le Iene” – famose per il loro programma di attualità e di intrattenimento su “Italia 1” – avrebbero voluto intervistare quel don Livio Fanzaga, direttore di “Radio Maria” il quale, occupandosi delle unioni civili in dibattito al Senato, aveva ricordato, alla prima firmataria Monica Cirinnà, che anche lei deve comunque morire – ma sono state impedite dal farlo e, anzi, sono state anche picchiate”
Di santa ragione, sembra, e, con tanti saluti al Giubileo di Papa Francesco, senza misericordia.
“Dovendo vendere un appartamento – ha raccontato, nella posta dei lettori di un quotidiano nazionale, il signor Abelardo Ignoti – mi sono recato dal notaio con l’atto di successione che attestava la mia proprietà. Il notaio, però, ha voluto anche l’atto di morte della persona dalla quale avevo ereditato. L’ho trovato e gliel’ho mandato per fax. E no: dovevo portargli l’originale. Gli ho portato allora l’originale, ma di nuovo “e no” in quanto l’originale era di sei mesi prima”
Ma perché – c’è da chiedersi – il notaio o le norme che lui è costretto ad applicare temono che uno possa resuscitare nemmeno dopo quattro giorni come Lazzaro, ma addirittura dopo sei mesi? La famosa semplificazione del Ministro Madia, evidentemente, non tutte le complicazioni e le assurdità si è portata via.
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