

La giunta ha deciso di confermare il vecchio concessionario per l'assenza di altri operatori interessati all'impianto. Ma i problemi rimangono
Il destino dell’Ippodromo di Capannelle, simbolo dell’ippica romana e nazionale, rimane sospeso in una rete di complessità amministrative, economiche e politiche.
La giunta capitolina ha approvato una delibera che punta a mantenere in vita l’attività ippica per il 2025, affidando temporaneamente a Hippogroup, attuale gestore, la gestione delle corse di trotto e galoppo.
Questo accordo è pensato come una soluzione “ponte” in attesa dell’assegnazione definitiva tramite il bando europeo avviato nel 2019 e ancora senza esito.
Hippogroup sarebbe incaricata di garantire i servizi essenziali, evitando così il deterioramento della struttura e mantenendo un minimo di operatività fino alla conclusione del bando.
Tuttavia, l’accordo non include i servizi accessori (come bar e ristoranti), essenziali per sostenere economicamente la gestione, né risolve questioni fondamentali come la cartella esattoriale da 5 milioni di euro pendente sulla società.

Il rapporto tra il Comune e Hippogroup è tutt’altro che lineare. Risale al 2017 la richiesta dell’allora amministrazione Raggi di un aumento del canone annuale di concessione a circa 2 milioni di euro, rispetto ai precedenti 66mila euro.
Questa decisione ha originato un contenzioso legale tuttora in corso, che rappresenta uno dei principali ostacoli al raggiungimento di una soluzione condivisa.
Nel frattempo, i tentativi di affidare temporaneamente la gestione dell’ippodromo, attraverso una manifestazione d’interesse rivolta a 28 operatori italiani del settore, sono falliti.
“Non possiamo fare finta che il problema di Capannelle sia nato in questi ultimi tre anni – ha osservato Onorato – Se il bando ponte che abbiamo fatto è andato deserto è perché nessuna delle 28 società che già gestiscono ippodromi in Italia, invitate tra quelle indicate dallo stesso Masaf, ha ritenuto sufficiente il contributo ministeriale’. Il finanziamento nazionale su Capannelle, infatti, continua a diminuire di anno in anno”
“Nel 2011 era di 11 milioni di euro, nel 2012 è sceso a 6,5 milioni, poi è stato 4,8 fino al 2024 quando diminuisce ulteriormente fino 4,4 milioni di euro. E nel 2025 la proposta della legge finanziaria del Governo per gli ippodromi – ha ricordato Onorato – prevede un’ulteriore riduzione del 12%. È evidente che il settore dell’ippica in Italia si tiene in equilibrio economico solo grazie all’intervento dello Stato, non certo dei comuni”. Motivo per cui, un esito positivo del bando europeo, appare tutt’altro che scontato.
L’iniziativa della giunta Gualtieri rappresenta un gesto di responsabilità per salvare Capannelle dal degrado e preservare un patrimonio sportivo e culturale.
Tuttavia però, senza un accordo definitivo con Hippogroup o la risoluzione del contenzioso economico, il rischio di una chiusura definitiva resta concreto.
Capannelle non è solo un ippodromo: è un pezzo della storia di Roma e un punto di riferimento per l’ippica italiana.
Perdere questa struttura significherebbe non solo mettere a rischio decine di posti di lavoro, ma anche rinunciare a un luogo che ha fatto parte del panorama sportivo e culturale della Capitale per generazioni.
La corsa contro il tempo è iniziata. Riuscire a superare gli ostacoli burocratici ed economici sarà cruciale per evitare che il 2025 diventi l’anno dell’addio a Capannelle.
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