

Duecento residenti in marcia dopo gli attentati della notte. Insieme comitati e famiglie da Villaggio Prenestino a Torre Maura. "Basta boati e paura"
Nel buio delle strade di Castelverde si è accesa la luce della risposta civile. Duecento fiammelle hanno illuminato la serata di martedì 3 novembre, quando una folla composta da famiglie, commercianti, anziani e giovani ha sfilato in silenzio per riprendersi gli spazi pubblici violati dalla criminalità.
A muovere la comunità è stata la rabbia per una sequenza devastante di ordigni esplosi nel cuore della notte, che hanno trasformato la quotidianità di Roma Est in una trincea.
«Ormai queste bombe sono diventate un perverso divertimento per chi vuole sottomettere il quartiere, non ne possiamo davvero più», la voce amara che risuona tra la folla.
La forza della manifestazione è risieduta nell’assenza di confini di quartiere. Castelverde non è rimasta sola: a sfilare fianco a fianco sono arrivati i delegati territoriali di Prato Fiorito, Villaggio Prenestino, Corcolle, Torre Maura e Tor Bella Monaca, uniti in un unico abbraccio di resistenza urbana.
«Vedere la cittadinanza unita da ogni angolo di Roma Est è il segnale più forte che si potesse inviare a chi pensa di governare la zona con l’intimidazione — commentano i promotori della fiaccolata —. La legalità non è un concetto astratto ma il diritto di dormire tranquilli nelle proprie case».
La marcia si è conclusa tra gli applausi e la promessa di non abbassare la guardia. Una manifestazione di dignità che lancia un messaggio chiaro al resto della Capitale: le periferie romane non intendono cedere il passo alla paura e chiedono che lo Stato torni a farsi sentire con forza e continuità in ogni singola strada della periferia est.
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