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Consiglio Regionale del Lazio: RU486, non passa mozione contro il ricovero

"La mozione di Sinistra e Libertà ha ricevuto 34 'No', 17 'Sì' e una sola astensione. Bocciato anche un emendamento che puntava a rendere più rapida la distribuzione della pillola nel Lazio"

Battaglia ieri mercoledì 14 Luglio 2010, in consiglio regionale del Lazio, per la mozione presentata dal gruppo Sinistra e Libertà sull’utilizzo della pillola abortiva RU486. La mozione chiedeva la non obbligatorietà del ricovero ospedaliero per le pazienti sottoposte alla terapia. Mozione che però è stata respinta. Presentata in consiglio regionale da Luigi Nieri e Filiberto Zaratti (esponenti Sel) è stata bocciata dall’aula con 34 voti contrari, 17 a favore e un astenuto.

«La somministrazione della pillola Ru486 equivale ad una pratica abortiva che, tuttavia, segue tempi e modalità diverse dall’aborto chirurgico tradizionale previsto dalla legge 194/78. Per questo sosteniamo, come da delibera di giunta, la necessità del ricovero di tre giorni, non per violare i diritti alla salute o la libertà di scelta ma per tutelarli». Lo ha detto Isabella Rauti, membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio.

Dura la Replica dell’opposizione tramite il Consigliere Foschi (PD) che ha dichiarato: «La variegata maggioranza Pdl, La Destra e Udc mette alla berlina la Regione Lazio come istituzione e umilia i cittadini. Il Consiglio regionale ha respinto la mozione che permetteva alla donne del Lazio di avere a disposizione la pillola Ru486 così come avviene già in tutte le regioni. Se ne parlerà in futuro. Intanto l’assessore Zezza alla sua prima uscita in Consiglio ha dato prova di tutta la sua inconsistenza politica e amministrativa riuscendo a non dire quale sia l’orientamento dell’esecutivo di cui fa parte». «Ma c’è di più – ha continuato Foschi – dal 25 giugno la coppia Polverini-Zezza tiene nascosto il documento dell’Asp, da loro richiesto, con il quale si indicano le strutture migliori per la distribuzione del farmaco che evita l’intervento chirurgico in caso di interruzione volontaria della gravidanza. Nel frattempo hanno bloccato la distribuzione della pillola in tutte le Asl. Questa maggioranza a guida Pdl offende i cittadini del Lazio perché li ha trascinati nella serie B dei diritti – ha concluso Foschi – Dopo i disastri sulla sanità, le tasse, le opere pubbliche bloccate, ora anche il ridicolo. Di questa Regione ormai ride tutta Italia».

«Sul nostro corpo decidiamo noi». Questo lo striscione che è stato esposto all’esterno dell’aula del consiglio regionale durante la discussione sulla mozione sull’uso della pillola Ru486. Lo striscione è stato firmato dalle «Donne per l’autodeterminazione» della Federazione della Sinistra. Il segretario regionale del Prc, Loredana Fraleone, ha esposto la bandiera del suo partito. «Fascisti, fascisti, sul nostro corpo decidiamo noi, fateci decidere», hanno urlato. L’opposizione ha richiesto più volte il parere della giunta sugli emendamenti presentati (due a firma di Giulia Rodano dell’Italia dei Valori e uno dei consiglieri regionali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita della Lista Bonino/Pannella). «Non è previsto un parere, si tratta di una mozione», ha spiegato il presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese,

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