

I gemelli si incontrano al Museo dei Bambini
Sabato 8 maggio, alle ore 16.30, presso il Museo dei bambini di Roma Explora, in via Flaminia 80/84, si terrà l’incontro ‘Gemelli Explora’, per mantenere alto il livello di attenzione sui gemelli e sull’assistenza neonatale di questi bambini che nascono spesso prematuri.
L’evento organizzato dal Registro Nazionale Gemelli dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Unità di Neonatologia, Patologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Roma, vede la partecipazione di 100 coppie di gemelli, nati negli ultimi anni nel Policlinico Umberto I.
E’ dagli anni 70 che si registra un incremento costante della frequenza di gravidanze plurime attribuibile, secondo gli esperti, all’aumento dell’età materna al parto, e soprattutto al più frequente ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita.
I gemelli pertanto rappresentano un potente ‘strumento’ di indagine in epidemiologia genetica per lo studio dei fattori genetici e ambientali e la loro interazione sullo sviluppo di patologie o altre caratteristiche fisiche o psicologiche dell’individuo.
In Italia la situazione delle nascite dei gemelli è particolarmente delicata, costituiscono un serio problema medico-sociale di difficile gestione. In più della metà dei casi i nati prematuri, prima di 37 settimane di gestazione e con un peso alla nascita molto basso (<1500 g), vanno incontro a rischi di alterazioni dello sviluppo neuromotorio e comportamentale.
Per questi nati pretermine sono infatti richieste cure particolarmente impegnative e costose nelle Unità di Terapia Intensiva neonatale, cure che, in molte regioni centro meridionali italiane, dove il numero di posti di terapia intensiva neonatale è inferiore ai fabbisogni riconosciuti (1 posto letto ogni 750 nati, sono difficili da prestare. Così spesso neonati prematuri, anche piccolissimi, non sono curati nel centro dove nascono, ma trasferiti, subito dopo la nascita, in un altro ospedale con un sicuro aumento del rischio di morte e di esiti a distanza. Nella Regione Lazio al momento mancano circa 20 posti di terapia intensiva neonatale e, osservando i nati nel 2008, si è visto che il rischio di morte dei circa 650 neonati con peso alla nascita inferiore a 1500 g è stato più di due volte maggiore nei trasferiti rispetto a quelli curati nello stesso ospedale.
Obiettivo dell’incontro è una razionalizzazione delle spese con un maggior risultato assistenziale. Sicuramente un miglioramento dell’assistenza con una più efficiente organizzazione delle cure perinatali ridurrebbe il numero delle piccole maternità e di conseguenza situazioni di emergenza.
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