‘Inconcepibile morire per carenza di personale’

Lo sconcerto dell'Associazione Dossetti per l'infartuato deceduto all’ospedale Belcolle di Viterbo per mancato pronto intervento
di Patrizia Miracco - 30 Dicembre 2009

“Non possiamo che esprimere sconcerto per quanto accaduto all’uomo deceduto nel reparto di emodinamica dell’ospedale Belcolle di Viterbo, a cui è stato diagnosticato un infarto e che forse, oggi, sarebbe ancora vivo se quel reparto non fosse stato chiuso. Una dolorosa morte che merita giustizia e che resta in attesa delle conclusioni delle inchieste, aperte subito dopo la tragedia”.

Dura è l’interrogazione di Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio per la tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione Giuseppe Dossetti, su quanto è accaduto nella giornata di sabato 26 dicembre nell’ospedale di Belcolle di Viterbo.

L’uomo di 72 anni, suocero di un cardiologo in servizio nello stesso reparto, è deceduto prima di essere caricato sull’elicottero che lo avrebbe trasferito al policlinico Gemelli di Roma, poiché nel nosocomio viterbese l’unità di emodinamica nei giorni festivi e di notte non è in funzione, secondo un protocollo approvato nel maggio scorso. Il reparto di emodinamica, infatti, per mancanza di personale è in funzione solo nei giorni feriali dalle 8 alle 20.

A lasciare perplesso il dr Corrado Stillo dell’Associazione Dossetti è proprio la motivazione che giustifica l’accaduto: “la gravissima carenza di personale, necessaria per consentire quel piano di rientro dal deficit della Regione Lazio”, la spiegazione del direttore generale dell’ASL di Viterbo, Adolfo Pipino, sulla modalità di intervento della struttura.

“Servizi salvavita – osserva Corrado Stillo – vengono lasciati sguarniti di personale o addirittura chiusi mentre gli sprechi di risorse finanziarie continuano a colpire i diritti dei cittadini alla salute e alla vita. Nel ribadire le nostre richieste affinché la Regione Lazio garantisca i servizi essenziali, come quello di curare tempestivamente e nelle 24 ore le persone colpite da infarto nel territorio. Invitiamo – continua Stillo – le autorità a dare meno annunci elettorali di costruzione di nuovi ospedali e ad occuparsi maggiormente delle priorità, che stanno assumendo dimensioni di tragicità”.


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