

Assaltati due blindati, lanci di pietre e bottiglie durante la manifestazione contro il Ddl Gelmini in votazione alla Camera
Una Roma spettrale con il centro storico interamente inaccessibile, «accoglie» la protesta degli studenti universitari che da oggi martedì 30 novembre, giorno del voto alla Camera del Ddl Gelmini, cercano di far arrivare la loro protesta fino ai palazzi della politica.
Traffico paralizzato. Autobus deviati. Piazza Montecitorio blindata fin dal mattino, inaccessibile anche i pedoni. Dopo l’assalto al Senato della scorsa settimana si corre ai ripari, dunque. Di fronte alla piazza fra lo spazio dedicato ai sit-in e il Palazzo, una doppia fila di camionette di Polizia e Carabinieri. Gli studenti sono rimasti a lungo bloccati in via Aquiro tra piazza Capranica e piazza Montecitorio improvvisando cori: «Noi la crisi non la paghiamo»; «Noi di Bondi non ci fidiamo».
Intorno a mezzogiorno si sono sostati per raggiungere gli universitari che stavano sfilando all’altezza di Piazza Venezia.
Nel pomeriggio, intorno alle 15.20, una parte dei manifestanti è tornata a convergere verso il Parlamento e, dopo aver percorso tutto il lungotevere da ponte Umberto (da dove avrebbero voluto raggiungere Trastevere e il ministero della Pubblica Istruzione) fino all’Ara Pacis, il corteo ha piegato per via Tomacelli, dove un gruppo di giovani alla testa del corteo è arrivato a premere sui blindati che chiudevano via del Corso: un autoblindo, all’altezza di via della Vite, ha traballato correndo il rischio di rovesciasi. Molti negozianti si sono chiusi all’interno dei propri locali, ma non risultano danneggiamenti.
La polizia inizialmente non ha reagito, nonostante il lancio di oggetti: ombrelli, bottiglie e fumogeni. I pochi pedoni presenti in centro sono fuggiti nelle vie laterali. «Via la polizia, Roma libera», gridavano gli studenti. Poi gli agenti in tenuta anti sommossa hanno lanciato i primi lacrimogeni. Alcuni tra i ragazzi hanno divelto pali della segnaletica stradale per usarli come armi negli scontri, altri levano gli scudi verso le forze dell’ordine. Lla polizia ha poi caricato violentemente, centinaia di agenti si sono lanciano verso i ragazzi con i manganelli alzati: «E ‘ un massacro, andiamo via», urla una ragazza.
Cinque minuti di guerriglia poi il corteo indietreggia e studenti e polizia tornano a guardarsi a distanza di sicurezza. Alla fine il corteo sembra disperdersi: in via del Corso restano i segni degli scontri: cartelli divelti, bottiglie, resti di fumogeni.
Nel disperdersi, gli studenti si sono riversati su piazza del Popolo, quindi sui piazzale Flaminio, per poi risalire a piedi contromano via del Muro Torto.
Traffico di nuovo bloccato, fino al tardo pomeriggio.
Le forze dell’ordine avrebbero fermato alcuni studenti dopo i momenti di tensione, ma fortunatamente non si segnalano feriti.
Intanto dentro a Montecitorio prosegue il voto sul Ddl Gelmini, che dovrebbe concludersi in serata.
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