

Ecco alcuni consigli per la prevenzione a cura dell'Ospedale Bambino Gesù
Il freddo sembra aver bussato alle nostre porte e, come di consueto, con il suo arrivo la popolazione si prepara a fare i conti con le odiose sindromi influenzali.
Per evitare di passare intere settimane sotto le coperte, sommersi da fazzolettini e medicinali di vario genere, l’arma più efficace da adottare è la prevenzione. Un valido aiuto per comprendere meglio la valanga di informazioni sciorinate dai media durante le fasi più critiche della sindrome influenzale, viene dal Ministero della Salute che ha diffuso le linee guida sulla campagna di vaccinazione antifluenzale 2010-2011.
Sulla base di queste raccomandazioni l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha pubblicato sul sito della struttura un focus interamente dedicato, riportando i consigli e le indicazioni degli esperti dell’Ospedale, facendo luce su chi vaccinare quando e perché in risposta ai dubbi e alle perplessità dei genitori.
Sono i più piccoli, soprattutto quelli con patologie croniche, le persone maggiormente vulnerabili al contagio e al tempo stesso i principali veicoli di diffusione: è proprio per questo motivo che il picco influenzale tra i bambini in età scolare precede di circa due settimane quello del resto della popolazione.
Ecco alcuni consigli tratti dal focus dell’Ospedale Bambino Gesù:
– Quale efficacia ha la vaccinazione?
Il vaccino antinfluenzale offre una protezione esclusivamente nei confronti dei virus dell’influenza. Questo significa che non protegge da altri virus né batteri responsabili di malattie respiratorie con sintomi simili all’influenza. Generalmente la vaccinazione conferisce piena immunità nel 75% dei casi; il rimanente 25% può contrarre l’influenza, ma con sintomi lievi. La protezione indotta dal vaccino inizia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per sei -otto mesi, poi tende a declinare.
Per tale motivo: • è necessario ripetere la vaccinazione all’inizio di ogni stagione influenzale, considerato il possibile cambiamento dei ceppi in circolazione • dato che il livello degli anticorpi si mantiene a livello protettivo per molti mesi nella maggior parte dei soggetti vaccinati, il breve anticipo della campagna vaccinale, rispetto agli anni precedenti, non comporta quindi rischi in caso di diffusione tardiva dei virus.
– Chi vaccinare?
La campagna di vaccinazione stagionale è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati “a rischio” di complicanze severe e a volte letali, in caso contraggano l’influenza.
Il bambino ha un ruolo centrale nella diffusione del virus; ogni anno, infatti, il picco epidemico nella popolazione in età scolare precede di circa 15 giorni quello della popolazione generale. La trasmissione aerea rapida del virus, attraverso le secrezioni respiratorie, è facilitata dalla promiscuità prolungata e dagli ambienti ristretti come le aule scolastiche.
In particolare Il Ministero della Salute raccomanda vivamente la vaccinazione ai bambini affetti da:a) malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO) b) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti) d) malattie renali con insufficienza renale e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie f) tumori g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici l) patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari) m) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in corso di sindrome influenzale; n) bambini pretermine di basso peso alla nascita, dopo il compimento del 6° mese di vita. o) bambini ricoverati presso strutture per lungodegenti.
– Controindicazioni e preucazioni
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:
• Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
• Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente somministrazione di vaccino o ad uno dei suoi componenti.
• Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre; questa costituisce una controindicazione solo temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
Una storia positiva per sindrome di Guillain-Barrè costituisce motivo di precauzione riguardo alla somministrazione di vaccino antinfluenzale, per cui è opportuno rivolgersi ad un centro specializzato per le vaccinazioni a rischio.
Per tutte le altre informazioni consultare il sito web: www.ospedalebambinogesu.it
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