Inizio vaccinazione contro l’influenza A nella regione Lazio

L’assessore Belviso chiede spiegazioni alla Regione sul no nella distribuzione gratuita del vaccino da parte della Federfarma Lazio
di Patrizia Miracco - 12 Novembre 2009

A fatica, dopo una serie di difficoltà iniziali sulla distribuzione e la somministrazione del vaccino per l’influenza A, è arrivata la rassicurazione del viceministro alla salute Fazio: “Il vaccino contro il virus H1N1 è sicuro, è stato sperimentato, testato e approvato in tutti i Paesi” ed ora è partita nella regione Lazio la campagna vaccinazione pandemica contro il Virus H1N1 che si svolgerà fino ad aprile 2010.

Sono 125.480 le dosi che il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali hanno destinato alla Regione Lazio e consegnati al Centro Unico di Stoccaggio Regionale per la distribuzione nelle Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere. Nella prima fase la vaccinazione interesserà il personale sanitario e socio-sanitario, le donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza, i soggetti di età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni, i bambini fino a 24 mesi nati pretermine e tutte le persone considerate a rischio in un’età compresa tra i 6 mesi e i 64 anni di età.

Ma le polemiche non finiscono mai. Arrivati alla distribuzione del vaccino Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, in una nota pone un’ulteriore interrogazione alla regione Lazio: “Mi piacerebbe conoscere le ragioni che sono dietro la decisione della regione Lazio di non accettare l’offerta di Federfarma Lazio di distribuire gratuitamente i vaccini per l’influenza A nelle farmacie della nostra regione”.
“Il Comune di Roma in collaborazione con la Croce Rossa e l’Ordine dei Medici – dichiara la Belviso – aveva a suo tempo offerto la propria disponibilità ad inviare degli ambulatori mobili presso le scuole romane per dare un supporto sia nella prevenzione del virus che nell’eventuale somministrazione dei vaccini e ad attivare dei presidi vaccinali nelle aziende municipalizzate per garantire il mantenimento dell’apertura dei servizi pubblici. Iniziative rispetto alle quali siamo ancora in attesa di una risposta dalla Regione”.


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