La Capitale delle scuole fatiscenti

Oltre 34 istituti attendono lo stanziamento dei fondi di "somma urgenza" per la messa in sicurezza delle strutture
di M.G. T. - 18 Febbraio 2013

Clima accogliente, sicurezza per gli alunni, possibilità di giocare senza incorrere in pericoli e tutela della salute dei piccoli grazie all’utilizzo di materiali idonei per una scuola. Queste le caratteristiche che un’istituto scolastico che ospita dei bambini dovrebbe possedere. Peccato che le scuole dell’infanzia ed elementari della Capitale non osservino nessuna accortezza nei confronti dei piccoli alunni, costretti a passare le loro giornate in luoghi angusti e malandati rischiando ogni giorno per la loro incolumità.

A denunciare la pessima situazione in cui vertono gli istituti scolastici romani Paolo Masini, vicepresidente della commissione Scuola di Roma Capitale, e Sabrina Alfonsi, responsabile Scuola per il Pd capitolino affermando che sono ben 34 le stutture che attendono ancora lo stanziamento di fondi per "somme urgenze", destinati agli istituti che sono in uno "stato di pregiudizio alla pubblica incolumità" che dovrebbero essere distribuiti in tempi brevissimi.

Indignati i genitori delle scuole ridotte in pessime condizioni. Dal I al XX municipio è un susseguirsi di manifestazioni e richieste di finanziamenti, perché i gentiori sono ormai stufi di accompagnare i loro figli in posti fatiscenti e costretti in alcuni casi anche a cambiare struttura.

«Negli ultimi due anni – spiega il consigliere Masini – il Comune non ha finanziato alcun intervento di manutenzione ordinaria nelle scuole. Il risultato è una situazione esplosiva, con tantissime scuole che rischiano di collassare da un momento all’altro. Per far fronte a questo disastro – annuncia – il Pd ha chiesto la convocazione di un consiglio straordinario».

«Effettivamente – ammette Federico Guidi, presidente della commissione Bilancio di Roma Capitale – nel 2012 i soldi spesi sono stati molto scarsi, ma ci sono i vincoli determinati dal Patto di Stabilità. L’unica eccezione sono le somme urgenze.» Mentre prima per l’autorizzazione delle somme urgenze era delegato l’Ufficio Tecnico del municipio adesso bisogna attendere la decisione del Consiglio Comunale chiamato a votare ogni provvedimento, con il risultato che l’urgenza si tramuta in attesa.

(Nella foto la mappa delle scuole in pessime condizioni pubblicata da Il Messaggero nel n° del 18 febbraio 2013) 


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