La Sanità nel Lazio

Associazione Dossetti, Renata Polverini mantenga le promesse
di Patrizia Miracco - 19 Maggio 2010

In una nota di martedì, 18 maggio, L’Associazione Dossetti, Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti, dichiara le sue preoccupazioni per le dichiarazioni del Governo Berlusconi che non prevede di sbloccare i fondi per le aree sottosviluppate (FAS) e vuole inasprire le imposte Irap ed Irpef per le regioni, come il Lazio, che non hanno ripianato il debito storico in sanità. L’associazione Dossetti invita il Presidente della Regione Lazio a presentare al più presto un reale piano di rientro finanziario che non pesi sul diritto alla salute del cittadino.

“I cittadini laziali, già pesantemente penalizzati da interminabili liste d’attesa, servizi territoriali inesistenti, elevati ticket sui farmaci, inchieste giudiziarie vergognose, ora – sottolinea Corrado Stillo, responsabile dell’Associazione Dossetti – apprendono che le aliquote Irpef ed Irap forse saranno aumentate per far fronte al deficit. In campagna elettorale Renata Polverini ha ripetutamente sostenuto che non avrebbe toccato le tasche dei cittadini, avrebbe combattuto gli sprechi, avrebbe razionalizzato e reso efficiente la rete ospedaliera”. “Oggi, a distanza di due mesi dalle elezioni, – prosegue Stillo – nulla di tutto questo è fatto: si carica sui malati l’intero onere dell’operazione di risanamento. Chiediamo formalmente alla presidente Polverini di dare inizio a ciò che è stato promesso. Si diano segni chiari di lotta agli sprechi a costi zero, ad esempio il nuovo padiglione del San Filippo Neri, costato migliaia di euro e chiuso da anni, si metta a disposizione subito dei malati. Si abbattano le lunghe liste d’attesa, si dica ai cittadini quanto costa l’Agenzia di sanità Pubblica e a cosa effettivamente serve in una Regione disastrata come il Lazio. Si ascoltino – conclude Stillo – maggiormente le organizzazioni dei cittadini, ne emergerebbe una realtà ben diversa dalla spartizione partitocratica dei posti ed egli equilibrismi politici”.
 


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