

Lo Spallanzani identifica varianti virali (epatiti e Hiv) resistenti ai trattamenti farmacologici e nuovi virus pandemici emergenti, Sars e l’influenza H1n1
Tavola rotonda, venerdì 28 maggio, all’Istituto Spallanzani su “Le nuove frontiere della genomica e le applicazioni in campo virologico”.
La tecnologia di sequenziamento del DNA di ultima generazione, cioè lo studio particolareggiato della sua struttura primaria, nella lettura del genoma permette oggi l’acquisizione di una grandissima quantità di informazioni in breve tempo.
Nella ricerca e nella diagnostica, le applicazioni di questo tipo di tecnologie molecolari sono numerose, soprattutto nel campo della virologia, un’area di ricerca in cui l’Inmi (Istituto Nazionale per le Malattie Infettive) “Lazzaro Spallanzani” si mostra Centro all’avanguardia e di riferimento a livello nazionale.
Potenzialità e criticità delle tecnologie di sequenziamento genico di ultima generazione e relative applicazioni nel campo della virologia sono i temi discussi nella Tavola Rotonda organizzata dall’Istituto Spallanzani con il patrocinio della Società Italiana di Virologia Medica, della Società Italiana di Virologia e dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani.
Maria Rosaria Capobianchi, direttore Uoc del Laboratorio di Virologia Lazzaro Spallanzani, spiega: “L’impiego di tecnologie molecolari innovative nella genomica, la branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del patrimonio genetico, apre nuove prospettive per lo studio dei virus”.
L’utilizzo di una tecnologia di ultima generazione per il sequenziamento del Dna ha permesso di individuare la presenza di varianti virali resistenti ai farmaci usati per il trattamento dell’Hiv e dei virus epatici e non visibili con le classiche tecniche di sequenziamento.
“Queste analisi molecolari possono individuare resistenze che, se analizzate con altre metodologie, – precisa Capobianchi – rimarrebbero nascoste, e permettono di escludere per il trattamento alcuni tipi di farmaci non efficaci, riducendo di conseguenza gli effetti collaterali, con benefici sia per i pazienti sia per la spesa sanitaria”.
I crescenti flussi migratori da zone dove sono ancora diffuse malattie ritenute completamente debellate in Europa, hanno fatto comparire nuovi agenti patogeni e ripresentare vecchie malattie, come Sars, pandemie influenzali e tubercolosi.
In analogia a quanto è accaduto per le tecnologie molecolari classiche, quelle di ultima generazione continueranno ad essere sviluppate e rese sempre più accessibili nel prossimo futuro, entrando a far parte dell’armamentario diagnostico delle malattie infettive.
Il futuro della ricerca sarà sicuramente affidato alle tecniche molecolari di ultima generazione ancor più sviluppate e più accessibili.
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