

Il suo nome, sostenuto con forza dal presidente uscente Giovanni Malagò, ha raccolto 47 voti su 81, superando al primo turno il rivale Luca Pancalli
È durato meno di quanto si potesse immaginare. Poche ore, un solo scrutinio, e il dado è tratto: Luciano Buonfiglio è il nuovo presidente del Coni per il quadriennio 2025-2028.
Il suo nome, sostenuto con forza dal presidente uscente Giovanni Malagò, ha raccolto 47 voti su 81, superando al primo turno il rivale Luca Pancalli. Un’investitura piena, compatta, che sa di passaggio del testimone e continuità politica.
Una votazione rapida, netta, quasi chirurgica, quella del 309° Consiglio nazionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, svoltosi al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, all’Acqua Acetosa. Un luogo simbolo dello sport tricolore, dove oggi si è scritta una nuova pagina della sua governance.
“Grazie a Malagò, grazie a chi mi ha sostenuto, grazie anche a chi ha votato in modo diverso. Ora è il tempo dei fatti, non delle parole”, ha dichiarato Buonfiglio poco dopo la proclamazione, con l’emozione di chi sa di iniziare un’avventura complessa ma piena di potenziale.
E di sport, Buonfiglio ne sa parecchio. Classe 1950, napoletano, ex atleta della canoa con 36 presenze in nazionale, olimpionico a Montreal nel 1976, ha trasformato la passione in leadership: dal 2005 guida la Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK), che ha rilanciato con numeri solidi, risultati internazionali e investimenti strategici. Durante il suo mandato, i tesserati sono quasi quadruplicati e la federazione ha ottenuto un centro federale finanziato grazie ai fondi del PNRR.
Il profilo dell’uomo giusto al momento giusto. Almeno secondo Giovanni Malagò, che lascia la guida del Coni dopo 12 anni con un saluto affettuoso ma anche orgoglioso. “A ognuno di voi, anche a chi mi ha criticato, dico grazie e viva il Coni”, ha detto Malagò, passando il testimone davanti a una platea di 81 elettori: presidenti federali, atleti, tecnici, dirigenti, e persino tre membri del CIO, tra cui Federica Pellegrini.
Tra i segnali più forti della giornata, il fatto che Buonfiglio sia stato eletto al primo scrutinio. Niente ballottaggi, niente trattative dell’ultima ora: la sua è stata una vittoria netta, maturata con una leadership già riconosciuta e condivisa, come ha voluto sottolineare lui stesso: “Votate con la testa prima che con il cuore”, ha detto ai colleghi, auspicando una Giunta coesa e riformista.
Il suo sfidante, Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ha incassato 34 preferenze e ha ricevuto in aula i ringraziamenti dello stesso Buonfiglio per la correttezza della competizione. Un confronto leale, come nello sport, dove al centro non c’è solo chi vince, ma anche come si vince.
Adesso si apre una nuova fase per lo sport italiano. La sfida? Proseguire sulla strada delle riforme, della trasparenza, dell’inclusione e della valorizzazione dei territori. E magari, continuare a vincere – dentro e fuori dal campo – come Buonfiglio ha già fatto nella sua lunga carriera, prima con la pagaia in mano, poi dietro la scrivania.
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