Malato di Facebook? Ecco dove guarire

Il Policlinico Gemelli di Roma cura la dipendenza dalla rete internet
di Serenella Napolitano - 3 Novembre 2009

Se in antichità si era schiavi di grandi imperi, sembrerebbe che oggi la schiavitù la si cerchi spontaneamente. Stiamo parlando degli ‘schiavi’ del nuovo millennio che passano ore davanti ad internet collegati il più delle volte ai social network come Facebook e Msn.

Ecco la nuova malattia da presto in cura presso il centro psichiatrico del Policlinico Gemelli di Roma che da sempre accoglie chi vuole dare un taglio a dipendenze come quella del gioco d’azzardo, dell’alcol e delle droghe.

L’ambulatorio, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30, accoglierà anche i malati della rete, quelli che hanno sviluppato una dipendenza ossessiva per il web, non riuscendo più a trascorrere tempo senza essere collegati.

“L’utilizzo patologico di internet provoca sintomi fisici molto simili a quelli manifestati da tossicomani in crisi di astinenza – ha spiegato lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell’associazione ‘La Promessa’ che collabora all’attività – Garantiremo ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti durante l’astinenza dal web si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet”.

Secondo alcune testimonianze la dipendenza provocherebbe una dissociazione della persona, che creandosi un mondo fittizio, non riuscirebbe più a ritornare nel mondo reale. Inoltre la dipendenza dalla rete si sta diffondendo come un’epidemia provocando, molte volte licenziamenti di persone che passano gran parte delle ore lavorative nella pagina di Facebook o Twitter e i tanti altri social network. Basti pensare, cosi come afferma lo stesso Tonioni che sei aziende su dieci hanno limitato la rete internet aziendale.

Intanto su internet sono già presenti intere pagine che spiegano quali sono i sintomi della dipendenza mentre il protocollo di intervento della cura prevede: un colloquio iniziale e successivi incontri per capire la psicopatologia, eventualmente curata con terapia farmacologia, l’inserimento in gruppi di riabilitazione, una terapia per ritornare alla realtà.

All’interno della patologia si distinguono 5 categorie: il cyber-sexual (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relation (social network), il net compulsion (giochi d’azzardo, shopping online). l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni), il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali).

Per gli esperti, su Facebook, almeno due iscritti su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo i dati di uno studio dell’Università di Perugia, su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente.

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Con l’iniziativa del Gemelli si cercherà, innanzitutto di aiutare i giovanissimi a non perdere la cognizione del tempo e dello spazio facendo capire che la rete è importante come nuovo modo di comunicazione e nuovo modo di pensare, ma i veri valori si trovano al di fuori di una pagina web.


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