Categorie: Sanità
Municipi:

Malattie respiratorie: tempi di attesa molto lunghi

I pazienti chiedono un’assistenza rapida e una migliore qualità dei servizi

I pazienti affetti da patologie respiratorie chiedono liste di attesa più brevi e strutture idonee. Dalla ricerca “La Soddisfazione del Paziente nell’Assistenza in Pneumologia in Italia”, presentata mercoledì 16 giugno al Circolo della Stampa di Milano, emerge che i pazienti, anche se approvano l’operato dei medici e centri specialistici, lamentano la qualità dei servizi.

Questa ricerca, condotta sull’intero territorio nazionale nel periodo marzo-luglio 2009, ha coinvolto 46 centri di pneumologia, dopo essere stata approvata dai loro Comitati Etici. Nei centri sono state effettuate 1.166 interviste a pazienti, mentre 272 medici di medicina generale e 296 pneumologi sono stati intervistati con il metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing).

Nelle interviste i pazienti dichiarano di essere soddisfatti per le cure ricevute dai medici di base rispetto all’assistenza ricevuta durante tutto il manifestarsi della malattia, dalla comparsa dei sintomi al giorno dell’intervista. In una scala da 1 a 10 i pazienti hanno valutato 8,4 il loro grado di soddisfazione ‘per l’assistenza ricevuta complessivamente fino alla diagnosi della malattia’.

Anche per i medici di famiglia è necessario ridurre le liste di attesa dei centri specializzati. Risulta dallo studio che dalla prenotazione alla visita, non di urgenza, passano in media 34 giorni. Migliorare l’assistenza con una maggiore ‘educazione e sensibilizzazione’ dei pazienti è quindi fondamentale sia per i medici di medicina generale (13%) che per gli pneumologi (9%), che giudicano insufficiente l’impegno delle istituzioni sanitarie nei percorsi di medicina preventiva respiratoria, assegnando rispettivamente un punteggio di 5 e 4,8 su 10.

“L’esame generale della ricerca – sottolinea Giuseppe Girbino, vicepresidente FIMPST e coordinatore scientifico dell’indagine – evidenzia sostanzialmente aspetti positivi che riguardano la pneumologia in sé, i rapporti di essa con i medici di medicina generale, con i pazienti e l’interazione reciproca tra questi alleati. Dall’indagine emergono, tuttavia, alcune criticità, legate in parte alle strutture specialistiche e alla loro dislocazione territoriale, per cui spesso diventa difficile poter eseguire in tempi brevi un esame spirometrico. Tanto più che spesso i pazienti – conclude Girbino – ricorrono al medico non in presenza di sintomi semplici, quali tosse ed espettorato, ma quando compaiono sintomi più impegnativi, come l’affanno, che indicano uno stato di gravità più avanzato e quindi la necessità di eseguire l’esame in tempi brevi”.

E’ fondamentale sia per i medici di medicina generale, che per gli pneumologi ridurre significativamente l’incidenza sempre più preoccupante delle malattie respiratorie croniche e sensibilizzare i cittadini contro il fumo di sigaretta, l’obesità e la cura di eventuali malattie concomitanti, con programmi educativi specifici, diffusi nella scuola, negli ambulatori e in particolare presso i medici di famiglia.

Questo studio è stato promosso dalla Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi (FIMPST), con la collaborazione dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), della Società Italiana di Medicina Respiratoria (SIMeR) e della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), con il contributo educazionale di TEVA Italia. La ricerca è stata realizzata da OSC Media Scientific Publishing.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento