Metro C, il Dimission Day si avvicina. Due talpe sono già in Polonia

A luglio circa 180 lavoratori verranno messi in Cassa integrazione

I primi a farne le spese saranno i minatori, così si chiamano in gergo coloro che seguono il percorso sinuoso della talpa.
Anzi, a dire il vero delle talpe erano quattro fino a poco tempo fa, ora sono due e in futuro chissà…
Fatto sta che i lavori della Metro C sono vicini al capolinea e i lavoratori iniziano a fare le valigie, sperando in qualche aiuto statale che arriva povero ed scadente.
E nel frattempo Metro C è l’ennesima storia di soldi finiti, tagliati, kaput. E quindi la storia si ripete, con un susseguirsi di date che ad oggi significano che la Metro C verrà interrotta poco prima di Termini, e non arriverà nemmeno a San Giovanni, spengendosi così a piazza Lodi, per essere precisi.

Furiosi? Aspettate ad esserlo, sentite questa: da ultimissime novità spifferate con il portafogli vuoto per via di finanziamenti statali ormai wanted sebbene approvati, il consorzio Metro C si riserva di ultimare quanto nelle proprie possibilità, ovvero: entro il 2013 si attiverà la tratta Pantano – stazione di Centocelle, primo povero passo di un gigante, la Linea C, che sembrava la panacea di tutti i mali ambientali di Roma sud-est.
A questo punto ci si è chiesto se almeno i binari dell’attuale Laziali-Pantano possano andare in pensione per far spazio, la butto là, a piste ciclabili e/o preferenziali, posto ce ne sarebbe per entrambe. E quì iniziano altri dolori, perché rimuovere binari e ballast (i sassi che occupano la sede dei binari), ha un costo insostenibile per le già menzionate povere finanze. E quindi tutto rimarrebbe così com’è, con una metropolitana sotterranea di fatto monca e una di superficie a tratti inutile, fermo restando che alla stazione di Centocelle ci sarebbe il travaso dalla linea sotterranea a quella di superficie con un caos che si fa fatica ad immaginare.

E poi?
Un anno dopo entrerebbe in funzione la tratta fino a piazza Lodi, a cinquecento metri da San Giovanni. Se la messa in funzione fino a questa stazione sarebbe già un respiro di sollievo non indifferente, si sarebbe comunque mancato un traguardo minimo ed indispensabile, ovvero la connessione con un’altra linea, cioè la A, in quel di San Giovanni.
Tutto questo perché le talpe nemmeno entreranno nel ventre della stazione esistente: in mancanza di fondi due sono staste già vendute, impacchettate e spedite in Polonia dove sembra di capire che lì i lavori procederanno più speditamente.
Le restanti talpe saranno tirate fuori entro luglio, giusto in tempo per dire arrivederci a 180 operai e trovare qualche acquirente per queste talpe mandate in prepensionamento, visto che si contano ad oggi due anni di stop per il proseguo degli scavi.

In estrema sintesi, la linea C arriverà a San Giovanni non prima del 2016, cinque anni per segnare l’ennesima disfatta di una città che vorrebbe progredire nonostante la sua classe politica e dirigente. E pensare che si era parlato di Metro C fino a Grottarossa, ma per motivi di pubblica decenza ci risparmiamo l’impresa di avventurarci in comunque ottimistiche previsioni.

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