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Nuove disposizioni sugli occhiali 3D

Vietati ai bambini sotto i sei anni. Occhiali monouso per gli adulti

Il Consiglio superiore di sanità (Css) ha vietato l’uso degli occhiali 3D per i bambini al di sotto dei sei anni e consigliato un uso moderato agli adulti.

Da lunedì 15 marzo la decisione del Css è arrivata nei Dipartimenti di prevenzione delle Asl, al comando dei Nas, al Ministero dell’Economia e ai Codacons. La disposizione è nata anche in risposta alla richiesta, fatta alcune settimane fa, dai Codacons per l’uso non controllato degli occhiali 3D nelle sale cinematografiche e all’episodio accaduto ad una bimba milanese di tre anni che, dopo la visione di ‘Alice in the Wonderland’ di Tim Burton, si è ritrovata in un pronto soccorso oftalmico con un occhio gonfio per un’infiammazione acuta.

Il Consiglio superiore di sanità dichiara: “Non sussistono controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici, purché condizionato a moderati periodi di tempo, da programmare prevedendo l’interruzione della proiezione del filmato proporzionalmente alla sua durata complessiva” rivelando che comunque possano riferirsi all’uso delle lenti 3D “disturbi di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili, in soggetti di tenera età, sia perché ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perché essi possono essere affetti da strabismo o da ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno), sia perché possono trovarsi in fase di riabilitazione del visus; disturbi che possono riguardare anche gli adulti qualora lo spettacolo, osservato in stereopsi, si prolunghi per un tempo eccessivo senza interruzione di continuità; il rischio di trasmissioni di infezioni batteriche e virali, derivanti dalla utilizzazione inadeguata di questi occhiali nella sequela della distribuzione agli spettatori, tende ad aumentare; e, per evitare questo rischio, il Css ha deciso l’uso di occhiali monouso”.

Già in una nota del 17 febbraio il Ministero della salute si era preoccupato della pericolosità degli occhiali 3D e precisava che, in relazione alla segnalazione di problemi connessi all’utilizzo di occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici, il Ministero della Salute ha provveduto ad interessare il Ministero dello Sviluppo Economico per gli aspetti relativi alla Direttiva sulla sicurezza dei prodotti ed il Consiglio Superiore di Sanità per quelli connessi agli eventuali rischi neuro-oculo-vestibolari sulla salute umana” ma si limitava a considerare indispensabile solo uno specifico protocollo di pulizia e di disinfezione al fine di evitare che gli occhiali possano diventare veicolo di infezioni dell’occhio e della cute e di infestazioni del capo, in particolare pediculosi.

Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, in relazione alla disposizione ha affermato: “Pur avendo il Consiglio Superiore di Sanità accolto parte delle nostre richieste, non possiamo dirci soddisfatti. Gli occhiali in 3D, infatti, a differenza di quanto sostiene il Consiglio devono considerarsi a tutti gli effetti occhiali, e come tali essere muniti di marchio CE come prevede la legge. A tal fine incaricheremo le Procure della Repubblica di tutta Italia di intervenire a tutela della salute degli spettatori”.

La situazione al momento continua ad essere monitorata dal Ministero della Salute e dai Nas, che hanno già effettuato oltre 7.000 sequestri di occhiali 3D che presentavano etichettature irregolari.
 

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