

Il divario tra Nord e Sud è sempre troppo forte
La salute degli italiani riflette i colpi della crisi economica. Questa è la considerazione riportata dall’Osservasalute2009 durante la conferenza stampa di martedì 16 marzo all’Università cattolica di Roma. I più colpiti risultano le fasce più deboli della popolazione, gli anziani e le donne.
Grandi i disagi sociali che ogni giorno gli italiani affrontano. Proprio grazie all’attuale crisi economica solo il 5,6% riesce a seguire un’alimentazione regolare, perché la dieta mediterranea è troppo costosa. Solo un italiano su cinque pratica sport, mentre uno su tre è in sovrappeso. Altro dato allarmante: forte aumento del consumo di farmaci antidepressivi che è salito del 310%, triplicato dal 2000 al 2008.
Il divario tra Nord e Sud del paese è sempre più forte. Il Nord è più attento alla salute, meno grasso e sedentario; il Sud invece meno attento va incontro a forti rischi cardiovascolari e tumori. Le opinioni dei cittadini sul servizio sanitario sono differenti tra gli abitanti del Nord del Sud. Giudizi positivi sul Servizio Sanitario vengono espressi al Nord: i giudizi migliori per le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Valle d’Aosta. Differente la situazione in Calabria, Sicilia e Campania. Il giudizio dei cittadini naturalmente rispecchia le realtà regionali sul profilo organizzativo ed economico dei rispettivi sistemi sanitari territoriali.
“Il Rapporto – ha dichiarato il professor Walter Ricciardi, direttore di Osservasalute – anche quest’anno conferma una progressiva ed ingravescente
divaricazione tra le diverse aree del Paese, con le regioni del Centro-Sud che
appaiono sempre più in difficoltà nel garantire adeguate risposte alle esigenze di salute dei propri cittadini. E le premesse per il futuro non sono rosee, perché all’aggravarsi dei fattori di rischio, cattiva alimentazione e sedentarietà in primis, non fa fronte né un’adeguata strategia preventiva, né una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà. La speranza – conclude Ricciardi – è che, come sembra stia avvenendo, il ‘neorinato’ Ministero della Salute svolga un ruolo sempre più attivo nel mitigare le disuguaglianze geografiche e sociali emergenti, attraverso una collaborazione con le Regioni non solo centrata su aspetti finanziari, ma anche di miglioramento della governance clinica delle organizzazioni sanitarie e delle strategie di prevenzione sia primaria che secondaria”.
Le speranze degli italiani sul futuro del SSN sono poche, solo uno su dieci pensa che il SSN migliorerà, contro quasi uno su tre che invece lo vede in peggioramento. Prevalgono, in tutte le fasce di età, le persone (quasi un italiano su due) che ritengono stabile la situazione del Servizio Sanitario, cioè che non vedono possibile nessun cambiamento per il suo futuro.
Questo quadro è stato riferito durante la settima edizione del Rapporto Osservasalute2009, con un’analisi approfondita dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata all’Università Cattolica. I dati sono stati pubblicati dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il Rapporto è frutto del lavoro di 176 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere ed Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).
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