Pensavo fosse amore… invece era stalking

Informazione, prevenzione e condivisione sulla persecuzione e le molestie assillanti con studentesse e studenti di Tropea
Mirella Di Calisto - Psicologa - per Attivamente Coinvolte Onlus - 3 Novembre 2009

Rendere qualcuno un oggetto, rendere qualcuno passivo, è una cosa molto diversa che essere un oggetto passivo. (Simone de Beauvoir) 

Entusiasmo, dubbio, curiosità, impegno. Queste e molte altre sono state le emozioni che hanno costellato la presentazione alle Scuole di “Dieci anni senz’Anna: Stalking ovvero Persecuzioni”, la nuova campagna di informazione e prevenzione della violenza contro le donne curata dall’Associazione Attivamente Coinvolte Onlus per l’anno 2009.

Gli incontri, che si sono tenuti nel mese di ottobre presso gli Istituti Classico (Via Coniugi Crigna), Scientifico (Via Galluppi) e Turistico (Viale Tondo) di Tropea, hanno visto come protagonisti i rappresentati di tutte le classi ed hanno dato ai ragazzi e alle ragazze l’opportunità di esplorare in ottica di genere il fenomeno dello stalking: una forma di violenza fatta di telefonate assillanti, pedinamenti, minacce velate ed ogni altro tipo di comportamento che determina un’intrusione massiccia nella vita dell’altra persona, spesso una donna, provocando l’annullamento totale della sua libertà di sentimento, pensiero ed azione.

Tre incontri diversi, tre Scuole diverse, hanno rappresentato le tappe importanti di questo viaggio di scoperta in cui ogni ragazza ed ogni ragazzo apriva al confronto il proprio mondo sotto la guida di un’esperta dell’Associazione.

In alcuni di loro era già presente grande affezione ed impegno, altri si sono messi in gioco cercando di rapportare quanto veniva scoperto con la propria esperienza personale, altri ancora hanno chiesto un aiuto per situazioni attuali che li allarmavano.

Parlando alle giovani e ai giovani di stalking come forma di violenza di alcuni uomini contro le donne, è stato possibile andare al di là della trasmissione di informazioni utili a distinguere quali siano gli atti persecutori o come questi abbiano delle manifestazioni peculiari quando si verificano nel rapporto di coppia.

La ricchezza delle studentesse e degli studenti di Tropea ha permesso di muoversi anche su un piano emotivo, che prendesse in considerazione, oltre alle loro conoscenze di partenza, anche le loro esperienze e i vissuti più personali. Questo nella convinzione che la loro mente, le loro credenze e le loro esigenze siano il punto di partenza imprescindibile di ogni progetto messo in atto con le ragazze ed i ragazzi e non semplicemente per loro.

Proprio con l’intento di renderli parte attiva, durante l’incontro è stato loro proposto di produrre il manifesto della campagna antistalking che verrà presentata da Attivamente Coinvolte a Tropea il 26 novembre, all’indomani della giornata internazionale contro la violenza alle donne.

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La violenza degli uomini contro le donne divide, taglia via l’identità di quante la subiscono direttamente e nega la possibilità di riconoscersi, riconoscere, essere riconosciute all’interno di una relazione preziosa come quella d’amore. Sapere questo è fondamentale per potersi sperimentare attraverso un’attività comune di impegno contro la violenza di genere in cui le ragazze ed i ragazzi si sentano sostenuti.

In questo modo, adulti ed adolescenti hanno l’opportunità di sperimentare una realtà altra, ben diversa da come chi è violento la percepisce e la fa vivere a chi gli è accanto.

Quando quella visione efferata della realtà s’intacca, il meccanismo violento si sgretola, perde di significato: è questo che permette alla donna che è vittima di uscire da una dimensione fagocitante di dolore e paura, è questo che dà ai giovani la possibilità di creare un modello non violento di maschilità ed alle giovani di ristrutturare un’idea differente del femminile, in cui donna non sia necessariamente sinonimo di oggetto privo di volontà.

Naturalmente questo è compito tutt’altro che semplice per chi è adulto e, vivendo accanto agli adolescenti, sente il dovere di guidarli lungo tale percorso. La madre, il padre o l’insegnante che si trovano ad affrontare il tema della violenza di genere possono sentirsi inizialmente inadeguati, privi di strumenti; possono provare timore per ciò che potrebbero scoprire, non necessariamente nel giovane o nella giovane ma di se stessi. In questa strada ci vuole coraggio, quello viene dalla consapevolezza che non si è soli e che è possibile richiedere l’aiuto di persone esperte, proprio come hanno fatto la Dirigente, i Professori e tutto il personale degli Istituti che hanno partecipato all’iniziativa. Ognuno di loro merita per questo riconoscimento e gratitudine.

Un ammuffito luogo comune, dal sapore retorico, sostiene che “i giovani sono il futuro”; in via del tutto personale chi scrive aggiunge che i ragazzi e le ragazze sono il presente: nel sentire, nel pensare, nell’agire, costruiscono la realtà oggi ed hanno nel qui ed ora la possibilità di rendere pacifica la loro vita con piccoli gesti.

In questo loro impegno noi adulti siamo chiamati a dare supporto: chissà che ciò non aiuti anche noi…

Per info: www.attivamentecoinvolte.org email: attivamentecoinvolte@libero.it 


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