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Poker Lazio, il derby è biancoceleste

4 a 2 all’Olimpico: Champions addio per la Roma
di Francesco De Luca - 12 Aprile 2009

In un sabato che tutto avrebbe meritato tranne la mortificazione di una giornata di calcio, se non altro per rispettare le vittime del sisma abruzzese, all’Olimpico è andata in scena la partita più intensa dell’intero turno di campionato.

Sei goal nella stracittadina della Capitale, vinta alla fine dalla Lazio malgrado a giocar meglio sia stata la Roma, soprattutto nel primo tempo. Ma nel calcio a parlare sono le marcature, ancor più delle occasioni sprecate.

Squalificante l’atteggiamento in campo e in panchina (poi anche sugli spalti) di buona parte dei protagonisti: l’abbraccio iniziale delle squadre a centrocampo durante il minuto di raccoglimento è stato vanificato ben presto da esultanze isteriche, provocazioni, risse, gesti inconsulti e plateali. Uno spettacolo di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Nelle formazioni iniziali c’è Baptista nella Roma al posto dell’infortunato Vucinic, nella Lazio spazio a Pandev e Zarate in attacco. Pronti via e dopo 120 secondi i padroni di casa sono già in doppio vantaggio. Dopo un minuto Pandev sfrutta, con un sinistro al volo, un bel cross da calcio d’angolo (inesistente) di Brocchi. Passati pochi secondi è Zarate a raddoppiare con un destro dai 25 metri che sorprende Doni.

Un uno-due degno del miglior Tyson che però la Roma, rispetto ad altre volte, metabolizza subito. La squadra di Spalletti non si scompone ed anzi comincia a macinare gioco. Dopo un grande intervento di Muslera che nega la rete a Panucci su colpo di testa, è Mexes a riaprire il match con una girata nell’angolo su torre di Baptista.  La Roma cinge d’assedio la Lazio: per ben due volte, tra il 37° e il 41°, i giallorossi sfiorano il pareggio. Prima è Baptista a colpire il palo di testa su punizione di Pizarro, poi è Motta che si vede respingere sulla linea da Matuzalem un destro potente che aveva già superato Muslera.

Nella ripresa la musica cambia con la Lazio che rientra in campo più determinata. Dopo una clamorosa occasione fallita da Pandev davanti a Doni, al 58° è Lichtsteiner a siglare la terza marcatura per i suoi con un colpo di testa su cross di Foggia. Da questo momento la Roma – già orfana dalla fine del primo tempo di Spalletti espulso assieme a Tare dopo un diverbio negli spogliatoi – perde la testa: prima Panucci e poi Mexes si fanno mandar fuori dall’arbitro Morganti per delle leggerezze.

Malgrado l’inferiorità numerica (con la Lazio in 10 per il rosso a Matuzalem) i giallorossi riescono a riaprire il match solo all’81° con De Rossi su colpo di testa. Ma a stroncare ogni velleità per gli ospiti ci pensa Kolarov, in versione Alberto Tomba, che all’86° partito palla al piede dalla propria area sigla la rete finale dopo uno slalom pregevole.

Per la Lazio una bella boccata di ossigeno in vista della semifinale di Coppa Italia con la Juve in programma a Torino tra dieci giorni, per la Roma un brusco stop che significa l’addio quasi certo alla Champions League considerando anche la vittoria del Genoa sulla Juventus che porta i “grifoni” a più otto.

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LAZIO-ROMA, LE PAGELLE DI GIANLUIGI POLCARO 

LAZIO

Muslera 7: Ostenta sicurezza e continuità. Bravo a negare un gol a Panucci che colpisce testa da distanza ravvicinata

Lichtsteiner 7: Grande grinta sulla fascia coronata dal sigillo personale

Siviglia 6: Controlla la situazione anche se nel primo tempo fatica a stare dietro a Totti

Rozenhal 6: Vale lo stesso discorso di Siviglia. I due ballano un po’ nel primo tempo e commettono diverse imperfezioni, ma alla fine se la cavano

Kolarov 7,5: Nel primo tempo prova qualche affondo sulla fascia ma la Roma era troppo pericolosa. Nella ripresa esce alla distanza e ne approfitta per farsi tutto il campo per siglare il quarto gol laziale, con la Roma in nove che resta a guardare

Brocchi 6,5: Fa la guardia al centrocampo e riparte bene sulla fascia. Inesauribile

Ledesma 6,5: Permette l’equilibrio tra i reparti. Tenta di battere Doni dalla distanza come già ha fatto in passato, ma stavolta senza fortuna

Matuzalem 6: Partita di contenimento anche se condita da troppi falli. Nel finale si fa espellere dopo la rissa con Mexes

Foggia 7: Funanbolo tra le linee. Mette in seria crisi la difesa avversaria giocando proprio a ridosso degli attaccanti. È l’uomo in più che fa saltare schemi e nervi agli uomini di Spalletti

Zarate 7: Si inventa un gol tanto bello quanto importante. Nel corso del match non disdegna di provarci appena vede la porta. Staffetta con Rocchi

Pandev 7: Va in rete dopo due minuti di gioco. Abilissimo a sfruttare le amnesie difensive dei giallorossi. Si vede soprattutto nelle situazioni di contropiede

dal 20′ s.t. Rocchi 6: Ci mette un po’ a carburare, per lui normale amministrazione

dal 29′ s.t. De Silvestri s.v.

dal 35′ s.t. Mauri s.v.

ROMA

Doni 4: Male su tutti i fronti. Battuto in tutti i modi possibili. Certamente non è lui il maggior responsabile dei grappoli di gol che la Roma incassa, e in più è un giocatore pieno di acciacchi e mal curato a cui Spalletti non concede riposo. Segno questo di una campagna di rafforzamento difensiva sbagliata

Motta 4,5: Stavolta cade anche la sorpresa del mercato di riparazione. Disastroso dal punto difensivo. Responsabile sul primo e sul terzo gol

Mexes 5: Nel primo tempo guida i suoi alla ricerca del recupero, segnando anche un gol e prendendo un palo su colpo di testa, poi nel secondo, quando le cose si mettono male, perde la testa e si fa espellere per l’ennesima volta. Grande personalità nel primo tempo, zero nella ripresa

Panucci 5,5: il leader della difesa stavolta viene espulso per doppia ammonizione, ma le colpe sono da dividere con l’allenatore. Con il vecchio modulo e una squadra rabberciata e allo sbando, la difesa non ha filtro a centrocampo e De Rossi non può quadruplicarsi

Riise 5,5: Soffre quando si sganciano Foggia e company

Brighi 5: Sulla fascia, in un ruolo non suo sbaglia tutto. Non ha il passo di un trequartista laterale e non riesce a chiudere tempestivamente sulla mediana

De Rossi 6,5: Nonostante tutto lui esce a testa alta. Cerca sempre di far ripartire l’azione e di non squilibrare la squadra. Segna un gol che illude i tifosi

Pizarro 6,5: Primo tempo sontuoso, fatto di grandi giocate e anche di buone coperture. Nella ripresa esce acciaccato

Perrotta 4,5: Stavolta non punge. Assolutamente assente, se ha toccato qualche volta la palla non ce ne siamo accorti

Julio Baptista 6: Un buon primo tempo con qualche discreto guizzo personale. Anche nella ripresa tiene bene la posizione da esterno creando qualche difficoltà ai difensori avversari, ma non è mai pericoloso

Totti 6: Regge un tempo regalando grandi palloni per i compagni, poi nella ripresa crolla sotto i soliti guai fisici. Aveva addirittura problemi a calciare e non si è allenato in campo per tutta la settimana

dal 10′ s.t. Menez 5: Tutto fumo e niente arrosto

dal 20′ s.t. Tonetto s.v.

dal 44′ s.t. Taddei s.v.


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